Scuole, Istat: grave problema barriere architettoniche e carenza di insegnanti specializzati

(Sesto Potere) – Roma – 7 gennaio 2019 – Soltanto il 32% delle scuole risulta accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche: la situazione appare migliore nel Nord del Paese dove i valori sono superiori alla media nazionale (40%); la percentuale si riduce nelle regioni del Centro (32%) e tocca i livelli più bassi nel Mezzogiorno  dove soltanto il 26% di scuole è a norma. Tra le regioni più virtuose per l’accessibilità fisica delle scuole  vi sono la Valle d’Aosta, con il 66% di scuole a norma, l’Emilia-Romagna con il 46,8% e la Provincia Autonoma di Bolzano, con il 47% . Di contro, Campania e Molise si distinguono per la più bassa presenza di scuole accessibili, solo il 22%.

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E il quadro peggiora se si considera la presenza di barriere senso-percettive che ostacolano gli spostamenti delle persone con limitazioni sensoriali: la percentuale di scuole accessibili scende al 18%, anche in questo caso la quota più bassa si registra nelle regioni del Mezzogiorno (13%).

Se si considerano le scuole accessibili sia dal punto di vista fisico che sensoriale, la quota scende all’8% e tocca ancora una volta i valori più bassi nel Mezzogiorno (5%).

In generale la barriera più diffusa è la mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità (63%); meno frequenti sono le scuole sprovviste di bagni a norma (30%), rampe esterne (23%) o servoscala (21%). Rari i casi in
cui si riscontra la presenza di scale o porte non a norma (rispettivamente 7% e 4%).

Complessivamente , una scuola su quattro risulta carente di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con sostegno. Le regioni con la maggiore dotazione di postazioni adattate sono l’Emilia Romagna (l’85%), la Provincia Autonoma di Trento 84,2% e la Toscana (82%) mentre le scuole meno dotate si trovano nella Provincia Autonoma di Bolzano (51%).

Contrariamente a quanto previsto per un percorso didattico inclusivo, la collocazione delle postazioni informatiche in classe risulta poco frequente (43% delle scuole).

Gli insegnanti per il sostegno sono circa 156 mila (dato Miur), con un rapporto di 1,5 alunni per insegnante. Dal dettaglio territoriale emerge una maggiore dotazione di insegnanti per il sostegno nelle regioni del Mezzogiorno (1,3 alunni per insegnante)  , mentre nel Centro sale a 1,4 e tocca il suo valore massimo nel Nord del Paese dove si attesta, come in Emilia-Romagna, a 1,6. Nel complesso, in linea con la normativa, il rapporto è inferiore a 2 in tutte le regioni ad eccezione della Provincia di Bolzano dove si rilevano 4,2 alunni ogni insegnante per il sostegno. Molise e Sardegna si distinguono invece per il rapporto più basso (rispettivamente 1,1 e 1,2).

Il 36% degli insegnanti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari poiché la graduatoria degli insegnanti specializzati per il sostegno non è sufficiente a soddisfare la domanda.

Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione sono circa 48mila. A livello nazionale il rapporto alunno/assistente è pari a 5,1, ma nel Mezzogiorno l’offerta è decisamente inferiore (6,5 alunni ogni assistente).

Questi sono i principali dati contenuti nel rapporto Istat sull ‘ Inclusione scolastica  che a partire dall’anno 2017/2018  ha esteso il campo di osservazione anche alla scuola dell’infanzia e alla scuola secondaria di secondo grado, fornendo un quadro informativo ampio, in termini di risorse per l’inclusione, su tutte le scuole del territorio italiano. Si tratta complessivamente di 56.690 scuole, frequentate da 272.167 alunni con sostegno (il 3,1% del totale degli iscritti).