Turismo, operatori del Corno alle Scale e dell’Abetone si alleano: serve funivia

(Sesto Potere) – Bologna – 29 novembre 2018 – “Funivia Corno alle Scale-Doganaccia. Confesercenti: è ora di passare dalle parole ai fatti”. Questo il titolo del convegno tenutosi il 26 novembre 2018 nell’Hotel Appennino di Vidiciatico, frazione montana di Lizzano in Belvedere sull’Appennino bolognese. Organizzato da Confesercenti Bologna assieme alla Confesercenti di Pistoia e alle Confesercenti regionali dell’Emilia Romagna e della Toscana, che  ha visto la partecipazione di almeno 150 operatori turistici proveniente dai comprensori del Corno alle Scale (in territorio bolognese) e dell’Abetone (in territorio pistoiese).

incontro confesercenti e-r toscana

È il terzo appuntamento in due anni (gli altri due si sono tenuti a Vidiciatico nel 2016 e a San Marcello Pistoiese nel 2017) che viene promosso da Confesercenti per spronare le Regioni Emilia Romagna e Toscana a dare seguito con i progetti al finanziamento di 20milioni di euro stanziati dal Governo per la costruzione della tanto attesa funivia sui due versanti (emiliano di Corno alle Scale, toscano di Doganaccia) dell’Appennino bolognese e pistoiese per il rilancio del turismo invernale e del turismo verde in estate.

Presieduto da Marco Pasi di Confesercenti Emilia Romagna, il convegno ha visto la partecipazione di Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna, Gianni Masoni, responsabile turismo di Confesercenti Toscana, Elena Torri, sindaco di Lizzano in Belvedere, Andrea Corsini e Stefano Ciuoffo, rispettivamente assessori al Turismo delle Regioni Emilia Romagna e Toscana, Clarisse Roda, direttore della Scuola di sci del Corno alle Scale, e Giancarlo Bonomini, assessore al Turismo del Comune di San Marcello Piteglio.

All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali dell’Emilia Romagna Michele Facci (Movimento nazionale per la sovranità) e Igor Taruffi (Sinistra italiana).

«La Funivia Corno-Doganaccia – ha sottolineato Loreno Rossi – è un’opera strategica per lo sviluppo di tutto l’Appennino bolognese e toscano. Ci batteremo sino all’ultimo per vederla realizzata. E, per far conoscere meglio questo territorio agli operatori turistici internazionali, nel corso della prossima Borsa del turismo delle Città d’Arte e dei borghi storici che terremo in giugno 2019 a Bologna, organizzeremo un eductour sui borghi antichi del nostro Appennino».

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Forti e decisi gli appelli giunti dai tanti operatori turistici del comparto Corno-Doganaccia presenti al convegno che, a più voci, hanno ribadito: «Siamo stufi dei rinvii, fate presto, non fate più slittare i tempi».

Molto sentito l’appello lanciato da Clarisse Roda che è anche animatrice del comitato civico che in agosto ha raccolto duemila firme per la costruzione della funivia. «La gente della nostra montagna è demoralizzata – è stato il suo grido d’allarme – non ne può più di questi tempi burocratici e biblici. Qui tutti credono che il collegamento Corno-Doganaccia possa rilanciare il turismo, allungare la stagione invernale, riempire quella estiva».

Tante e molto interessanti le novità portate da Andrea Corsini, assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna. «La funivia Corno-Doganaccia si farà entro il 2021 – ha rivelato – e già da luglio 2019 si procederà all’appalto dei lavori. In ballo ci sono 20 milioni di euro, di cui 10 messi investiti dalla regione Emilia Romagna e 10 dalla Regione Toscana. Fondamentale sarà il masterplan con cui prima del progetto stabiliremo come fare la funivia e cosa dismettere nella zona toccata dagli impianti. Nei prossimi anni la Regione stanzierà 25 milioni di euro per il riammodernamento delle strutture turistiche. Un incentivo a tutti gli operatori turistici a riqualificare la propria attività».

Infine, il sindaco Elena Torri ha messo in luce le difficoltà in cui si muovono i piccoli comuni come il suo. «Ogni anno – ha ricordato – lo Stato ci trattiene quasi un milione di euro alla fonte relativa all’Imu per le seconde case e li destina ad un fondo di solidarietà. Una cifra che corrisponde al 50 per cento di introiti annui su quella tassa e che al nostro comune servirebbero per fare tante opere per rendere la nostra cittadina più bella, accogliente e attrattiva per i turisti».

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