Tumori, 909mila italiani guariti definitivamente, +29% in 9 anni

(Sesto Potere) – Roma – 10 ottobre 2018 –  Più di 909mila (909.514) italiani colpiti dal cancro oggi possono definirsi guariti, hanno cioè la stessa speranza di vita delle persone che non hanno ricevuto la diagnosi. In nove anni questa percentuale è aumentata del 29%: nel 2010 erano 704.648. Sono stati ottenuti risultati molto importanti anche nei tumori del sangue, dove la sopravvivenza mediana è raddoppiata o, addirittura, triplicata dall’inizio degli anni Duemila.

dottore e paziente

È la dimostrazione dei passi in avanti raggiunti dalla ricerca e dall’innovazione in onco-ematologia, approfonditi in un Convegno nazionale che si è svolto  a Napoli con il patrocinio, fra gli altri, dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

Nel 2018, in Italia, sono stimati 373.300 nuovi casi di tumore. Il carcinoma della mammella è diventato in assoluto il più frequente e oltre 37.000 donne vivono con questa malattia in fase metastatica.

Negli ultimi anni è nettamente migliorata la sopravvivenza anche nelle patologie ematologiche, grazie a numerose terapie disponibili in malattie particolarmente difficili da trattare come le leucemie acute. Non solo.

La sopravvivenza mediana nel mieloma, che 15 anni fa era di 2-3 anni, oggi supera i 7 anni con alcuni pazienti che possono essere definiti lungosopravviventi senza alcuna traccia di malattia. Nella leucemia mieloide cronica, la maggioranza dei pazienti raggiunge una speranza di vita paragonabile a quella di una persona non colpita dalla

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patologia e, nella leucemia linfatica cronica, alcuni pazienti non richiedono più nessun trattamento e, persino nei casi più difficili (5-10%), la sopravvivenza è triplicata.

Anche nel tumore del pancreas, uno dei più difficili da trattare (13.300 nuovi casi stimati in Italia nel 2018), è in corso uno studio di “real life” (Studio Garibaldi) che coinvolge circa 40 centri nel nostro Paese.

Questa ricerca, promossa da AIOM, vuole raccogliere dati di pazienti colpiti da carcinoma del pancreas per valutare l’applicazione delle linee guida nella pratica medica. La ricerca clinica si sta impegnando per migliorare le conoscenze sui meccanismi di insorgenza e progressione di questa neoplasia particolarmente aggressiva, con l’obiettivo di ottenere terapie sempre più efficaci.

Il filone di ricerca della ‘real life’ consente di arricchire le informazioni degli studi clinici con dati della pratica clinica, fornendo un’immagine molto più dettagliata del mondo reale.

“Accanto alle sperimentazioni cliniche finalizzate alla registrazione di un nuovo farmaco – spiega il prof. Sabino De Placido, Direttore Oncologia Medica all’Università Federico II di Napoli e presidente del Convegno -, stanno

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assumendo grande importanza i cosiddetti studi di ‘real life’, in cui l’Italia è leader a livello mondiale. Sono ricerche condotte su pazienti non selezionati: ad esempio su anziani o su persone con neoplasie in fase molto avanzata o con particolari varianti istologiche, superando così i criteri di esclusione costituiti spesso dall’età o dalla presenza di altre malattie concomitanti. In questo modo è possibile validare i dati dei trial registrativi e migliorare la pratica clinica quotidiana. Gli studi di registrazione delle nuove terapie infatti riguardano circa il 5% dei pazienti, reclutati in pochi centri nel mondo. È essenziale capire cosa accade quando i nuovi farmaci sono somministrati nella pratica clinica quotidiana nel restante 95% della popolazione. Non solo. Le ricerche sui pazienti ‘reali’ possono anche determinare un miglioramento dell’appropriatezza, con un notevole risparmio delle risorse”.

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