Tari, rincari record in 27 capoluoghi, a Forlì +3,2% nel 2017

(Sesto Potere) – Roma – 13 marzo 2018 –   Tra le città con i rincari record per la Tari, l’imposta per i rifiuti, tra il 2016 e il 2017 figurano Andria, Cagliari e Chieti, tre capoluoghi dove il tributo ha segnato gli incrementi più forti rispetto l’anno precedente. Rincari record anche in altri 24 capoluoghi italiani, a Forlì rincari generalizzati del 3,2% nel 2017, mentre in altri 30 la tassa risulta ridotta e nei restanti 18 è rimasta stabile rispetto all’anno precedente. 

tari

Diversi “trattamenti” fiscali per le varie categorie professionali.

Per gli albergatori le città con una Tari poco elevata sono, ad esempio, Belluno, Udinese e Cuneo, mentre i parrucchieri e le estetiste del Mezzogiorno registrano un salto notevole, arrivando anche a superare i 10 euro al metro quadro.

Asti invece è stata designata come il capoluogo meno favorevole per l’ortofrutta, seguito da Venezia, Genova, Napoli, Roma e Brindisi, con più di 45 euro al metro quadro.

Questo emerge nella classifica stilata da Ref Ricerche per il Sole 24 Ore sui capoluoghi di provincia con oltre 50 mila abitanti, 76 quelli presi in considerazione dall’analisi incentrata sul servizio fornito alle imprese per quattro tipi di attività/comparti: per quattro tipi di attività: strutture ricettive, parrucchieri,  negozi di ortofrutta e supermercati.

Sono state analizzate anche le caratteristiche principali e la qualità del servizio, la quota percentuale di raccolta differenziata, la Carta del servizio e infine l’attenzione alle imprese.

raccolta rifiuti

Per gli alberghi la Tari è cresciuta del 28,2 percento; del 35,8 per parrucchieri del 25,5 per i fruttivendoli e del 45,1 percento per i supermercati dove il tributo è di 8,45 euro a mq, poco più di 20 euro per il comparto dell’ortofrutta , 6,01 per parrucchieri e 4,08 per strutture ricettive.

Ma la  Tari – sempre  secondo lo studio del Sole 24 Ore  – è sempre più svincolata dalla qualità del servizio fornito agli artigiani, ai commercianti e agli imprenditori.

Nello studio è stato preso in esame l’andamento del tributo per metro quadro in 76 capoluoghi di provincia con almeno 50mila abitanti

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