Strage di Bologna, Mattarella: “zone d’ombra da illuminare ancora”. Merola chiede a governo di fare “passi avanti nella ricerca della verità”

(Sesto Potere) – Bologna – 2 agosto 2018 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni della ricorrenza della strage alla stazione di bologna del 2 agosto 1980 che costò la vita a 85 vittime innocenti, a distanza di  trentotto anni, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale. Ne è stata data  lettura questa mattina dal palco di Piazza Medaglie d’Oro dall’ attore e regista Matteo Belli

strage stazione

Prima di lui  l’ intervento del Presidente dell’Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di Bologna, Paolo Bolognesi.

Al termine, l’orologio della stazione, fissato sulle 10 e 25, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.

Subito dopo, lo speaker  ha elencato i messaggi pervenuti dalle massime autorità in ricordo della strage.  Sono pervenute  adesioni  solidali anche da parte del Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e del Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. Infine, è intervenuto il sindaco di Bologna Virginio Merola.

«I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell’attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d’ombra da illuminare. L’impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l’incalzante domanda di verità e giustizia. L’azione generosa che l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage ha svolto negli anni, e continua a svolgere, costituisce una preziosa energia che riesce a propagarsi nella società e nelle istituzioni. Desidero rinnovare il mio sentimento di vicinanza ai familiari

mattarella

delle vittime e rivolgo un ringraziamento ai bolognesi e a tutti coloro che continuano a onorare il ricordo delle vittime con civismo e passione democratica. Proprio il senso di comunità, che i terroristi volevano spezzare, è la garanzia che non prevarrà la cultura di morte»:

la parte  del messaggio di Sergio Mattarella dedicata all’inchiesta.

«Gli esecutori materiali della strage del 2 agosto li abbiamo conosciuti anche troppo, e sono stati condannati dalla magistratura. Non conosciamo ancora i mandanti di chi ha messo la bomba fascista. Noi riteniamo che deviazioni autoritarie avessero allora infiltrato lo Stato in cospirazione per aggredire la democrazia repubblicana.
E confidiamo, come sempre, nella magistratura perché prosegua nella ricerca dei mandanti degli assassini fascisti mentre è in pieno svolgimento il processo a carico di Gilberto Cavallini accusato di concorso nella strage del 2 agosto. E’ un anno particolare questo, che ci autorizza a essere fiduciosi. Abbiamo fiducia nella magistratura, seguiamo e seguiremo con particolare attenzione il processo Cavallini e lo sviluppo delle indagini. Ma allo stesso tempo non perdiamo la caratteristica che è parte integrante di questa città: guardiamo ai fatti e quelli valuteremo. Come avete sentito, ho ripetuto due volte la parola fascista. e l’ho fatto perché esiste la verità storica, sono esistite ed esistono forze nazi – fasciste e quindi è esistito ed esiste l’antifascismo, la sua necessità presente e futura. A chi sottovaluta e cerca di ridurre a episodi isolati le recrudescenze fasciste, antisemite e

merola

razziste nel nostro Paese e in Europa noi diciamo in modo chiaro e fermo, e come sindaco mi sento un po’ umiliato dal doverlo dire, ma lo dico insieme a voi, diciamo in modo chiaro e fermo: ditelo ai familiari delle vittime del 2 agosto, ditelo ai cittadini bolognesi, guardandoli in faccia senza la scorciatoia dei social network, diteglielo che non esiste più il problema del fascismo. Dal nuovo Governo, come da quelli precedenti, ci aspettiamo significativi e concreti passi in avanti nella ricerca della verità e della giustizia e di dimostrare con i fatti il rispetto degli impegni, li ha riassunti egregiamente Paolo: la desecretazione effettiva dei documenti e i completi risarcimenti ai familiari delle vittime»:

ha detto fra l’altro il sindaco di Bologna Virginio Merola.

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