Smog, valori elevati di PM10 a Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Rimini

(Sesto Potere) – Bologna – 1 gennaio 2018 – Nei giorni scorsi è stato pubblicato il “XIII Rapporto sulla Qualità dell’ambiente urbano”, edito dal Snpa Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. Il documento, che fotografa gli aspetti ambientali delle città del nostro paese, è un punto di riferimento per conoscere e prendere coscienza dei punti di forza e di debolezza dei principali ambiti urbani italiani, e dunque attivare eventuali strategie di miglioramento.

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La lettura del rapporto – spiega l’Arpa Emilia-Romagna –  offre interessanti spunti di approfondimento sulle tematiche ambientali, ed aspetti connessi, di 119 città italiane. Una delle maggiori criticità evidenziata è lo stato della qualità dell’aria che presenta spesso valori superiori ai limiti normativi.

All’interno del rapporto sono visualizzati i principali inquinanti delle  città analizzate: PM10, biossido di azoto (NO2), ozono (O3).

Considerando il valore limite giornaliero del PM10, cioè le polveri presenti in aria aventi un diametro inferiore a 10 micrometri, nel 2016 si sono evidenziati valori oltre al limite in diverse aree urbane, in particolare quelle della pianura padana.

Focalizzando l’attenzione sull’Emilia-Romagna, nel 2016 le città capoluogo della regione presentano valori elevati a Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Rimini. Una situazione simile è stata osservata anche nel corso del 2017, in cui i dati aggiornati al 10 dicembre mostrano come il limite sia stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte delle quali collocate, anche quest’anno, nel bacino padano: Torino, con 103 giornate, è la città con il maggior numero di superamenti.

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L’ozono presenta una situazione ancor più problematica: nella stagione estiva del 2017 ben 84 città superano l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute. In particolare, in Emilia-Romagna tutte le città presentano valori elevati.

Infine, nel 2016, il limite annuale del biossido di azoto è stato superato in 21 aree urbane tra quelle analizzate dal RAU. In Emilia-Romagna, nello stesso anno, il valore di riferimento di legge è stato superato a Bologna, Modena e Rimini.

Nel complesso,  si può notare come le città dell’Emilia-Romagna, sebbene con qualche distinguo,  presentino problematiche simili a quelle degli altri centri urbani situati nell’area padana.

Ciò è una conferma di come l’inquinamento atmosferico nella pianura del Po – che con la sua conformazione tende a favorire situazioni di accumulo a causa delle formazioni montuose costituite dalle Alpi a nord e a ovest, e dagli Appennini a sud –  debba essere studiato nella complessità di tutto il bacino.

Qui gli inquinanti possono infatti disperdersi in un territorio privo di ostacoli orografici, influenzati da fenomeni diffusivi, dalle condizioni meteo, dalle trasformazioni chimiche delle sostanze in aria, come già descritto a questo link.

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Per tali ragioni, eventuali interventi o azioni di miglioramento non possono prescindere dalla collaborazione di tutte le regioni afferenti al bacino padano.

È stato pertanto istituito il tavolo di bacino padano, il cui obiettivo è di definire provvedimenti comuni per il miglioramento della qualità dell’aria in tutte le regioni che lo costituiscono.

Anche l’Unione europea pone molta attenzione alla tematica: ha infatti da poco  approvato il  progetto Prepair, il quale mira ad implementare le misure previste dai piani regionali e dall’Accordo di bacino su scala maggiore e a rafforzarne la sostenibilità e la durabilità dei risultati.

Il progetto europeo copre la valle del Po e le regioni e le città che influenzano maggiormente la qualità dell’aria nel bacino. Le azioni di progetto si estendono anche alla Slovenia con lo scopo di valutare e ridurre il trasporto di inquinanti anche oltre il mare Adriatico.

 

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