Salvini lancia rottamazione cartelle Equitalia. Cgia Mestre: in 45 anni incassati da condoni 132 miliardi

(Sesto Potere) – Mestre – 21 giugno 2018 – Fa discutere la proposta del leader della Lega Matteo Salvini di chiudere da subito le cartelle esattoriali di Equitalia al sotto dei 100 mila euro. Secondo quanto calcolato dall’Ansa, il 94% delle cartelle è al di sotto dei 100 mila euro mentre se si guarda alle liti fiscali già avviate, sotto questa soglia rientra l’86,4% delle istanze presentate.

colcoli tasse

Negli ultimi 45 anni, afferma l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, tra scudi, concordati, sanatorie, condoni, etc., l’erario ha incassato 131,8 miliardi di euro (valori rivalutati al 2017).
Considerando i gettiti delle singole misure attualizzate al 2017, l’operazione più “vantaggiosa” per le casse dello Stato è stata la sanatoria fiscale introdotta nel 2003 che ha permesso al fisco di riscuotere 34,1 miliardi di euro.
Altrettanto significativo è stato quello fiscale-valutario che nel 1973 ha aperto la lunga stagione dei condoni nel nostro paese; questa misura, avviata prima della riforma fiscale che ha introdotto l’Irpef, ha consentito di incassare 31,6 miliardi di euro.
Anche le sanatorie applicate negli anni ’80 sono state particolarmente “generose”: tra il condono fiscale e quello edilizio intercorsi tra il 1982 e il 1988, lo Stato ha beneficiato di 18,4 miliardi di euro.
Si segnala, infine, che la voluntary disclosure (ovvero l’emersione dei capitali portati illegalmente all’estero) è stata inserita dall’Istat tra l’elenco dei principali condoni introdotti dal legislatore italiano.

In questi ultimi anni (2015-2017) questa misura ha consentito un gettito di 5,2 miliardi di euro. “Se – commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – , come pare di capire, il nuovo Governo è intenzionato ad avviare in tempi relativamente brevi la dual tax, l’introduzione della cosiddetta pace fiscale sarebbe giustificata, perché consentirebbe di azzerare una volta per tutte i contenziosi fiscali attualmente sul tavolo dei giudici tributari”. Dalla CGIA fanno sapere che con la rottamazione delle cartelle esattoriali l’anno scorso il fisco ha incassato 3,9 miliardi di euro.

Una misura una tantum che è servita a ridare un po’ di ossigeno alle nostre casse pubbliche e a “ingrossare” i risultati della lotta all’evasione che, nonostante i successi degli ultimi anni, rimangono ancora inferiori alle attese, visto che l’evasione fiscale ammonta, secondo le stime del ministero dell’Economia, a 110 miliardi di euro all’anno.

Risultato in linea con i calcoli effettuati dalla CGIA.
Secondo gli artigiani di Mestre, infatti, l’economia non osservata (data dalla somma del valore aggiunto riconducibile all’economia sommersa e alle attività illegali), nel 2015 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili) ha prodotto 207,5 miliardi di euro di imponibile sottratto al fisco, dando luogo ad una evasione di imposta di circa 114
miliardi di euro l’anno.

Per ogni 100 euro di gettito incassato, a causa dell’infedeltà fiscale degli italiani, a livello nazionale l’erario perde 16,3
euro.

Le differenze territoriali sono evidenti: se in Calabria l’evasione è al 24,7%, in Campania al 23,4%, in Sicilia al 22,3% e in Puglia al 22,2%, all’opposto, in Lombardia e  nella Provincia autonoma di Bolzano si attesta rispettivamente al 12,7% ed al 12,4%; i livelli più contenuti d’Italia. Fra le regioni più virtuose anche l’Emilia-Romagna con l’evasione per ogni 100 euro di gettito incassato al 14,4%.

Related News

Comments are closed