Roma, roghi tossici: commissione parlamentare invoca intervento dell’esercito. Pressing delle associazioni. Vertice col ministro Minniti

(Sesto Potere) – Roma – 2 agosto 2017 – La commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle periferie ha effettuato l’atteso tour nei campi nomadi di Roma che ha toccato fra l’altro: Centocelle, Torrespaccata, via di Salone, La Barbuta e Tor Pagnotta. Presenti anche alcuni parlamentari , assessori e consiglieri capitolini, assieme ai presidenti dei Municipi più colpiti ed ai responsabili delle associazioni di quartiere.

intervento polizia in campo rom di Roma e paolo di giovine

intervento polizia in campo rom di Roma e paolo di giovine

Effettuato il sopralluogo il presidente della Commissione, Andrea Causin, ha promesso che della questione verrà investito il parlamento – chiamato ad “ad assumere delle iniziative legislative” – e si chiederà al governo un intervento specifico, magari autorizzando l’esercito a presidiare le aree a rischio mobilitando le forze dell’ordine e pianificando sistemi di videosorveglianza.

Insomma: Roma come la Terra dei fuochi a Napoli.

La Commissione ha incontrato in audizione una ventina tra associazioni e comitati di quartiere che da anni denunciano le condizioni ormai ai limiti dell’invivibilità tra roghi tossici quotidiani e miasmi irrespirabili a pochi metri dalle abitazioni. Nell’occasione ha preso anche la parola Paolo Di Giovine, Responsabile del C.A.R.E. (Associazione IV Municipio Case Rosse) e Responsabile del Coordinamento delle Associazioni Roma Est.

il CARE da sn a dx Roland Greggio, Paolo di Giovine, Franco Pirina e Stefano Monaco

il CARE da sn a dx Roland Greggio, Paolo di Giovine, Franco Pirina e Stefano Monaco

“I roghi vengono effettuati per trarre dai rifiuti, soprattutto elettrodomestici e cavi elettrici, ma anche altro materiale, per selezionare “l’oro rosso” il rame che ha un valore economico al mercato clandestino. Ma vengono bruciati anche vecchi materassi per ricavare il ferro dalle molle. Bruciano di tutto: pezzi di auto, inerti, perfino amianto. E gli effetti disastrosi per l’ambiente e la salute umana sono sotto gli occhi di tutti: colonne di fumo nero ad ogni ora del giorno e della notte con enormi ripercussioni sul traffico e l’abitabilità delle case e dei giardini di chi ha la sventura di abitare nei pressi dei campi rom. I cittadini dei quartieri circostanti sono esasperati”:

commenta Paolo Di Giovine.

 

intervento di giovine in audizione

intervento di giovine in audizione

I danni ambientali causati dall’emissione di sostanze tossiche: dalla diossina all’amianto sono incalcolabili , ed alle stelle i costi di smaltimento: 150 euro per una tonnellata di indifferenziata conferita in modo illegale, fino a 350 per la stessa quantità di ceneri da combustione.

Secondo le stime della prefettura di Roma aggiornate all’inizio del 2016, in tutta la città ci sarebbero una sessantina di insediamenti Rom, di cui una decina autorizzati e i restanti di fatto: tollerati o completamente abusivi.

Calcolando soltanto i residenti nei villaggi attrezzati, si parla di 4.500 persone , la metà delle quali : bambini.

Le cifre dell’abusivismo parlano di altrettante persone votate all’illegalità. E a detta di tutti: i livello di vigilanza sono scarsissimi, comunque inadeguati.

“Abbiamo portato il problema in parlamento, in due commissioni parlamentari (Rifiuti e Periferie) ed solleciteremo anche il governo ad aprire gli occhi su questa questione. Noi non molliamo la presa. E

intervento vigili del fuoco in campo rom di roma

intervento vigili del fuoco in campo rom di roma

daremo battaglia fino a che il problema non sarà risolto. Da questi accampamenti sorge il problema dei roghi tossici. E contestiamo l’assunto di chi sostiene che il fenomeno è in calo. Così non è. Anzi perfino nel giorno del sopralluogo della Commissione parlamentare abbiamo registrato nuovi incendi abusivi. A nostro parere la soluzione è una soltanto smantellare i campi abusivi , quelli a ridosso dei centri abitati, per primi, come del resto ci chiede l’Europa. E contestualmente porre le basi per impedire che l’emergenza si ripresenti fra qualche mese o fra qualche anno”: aggiunge Paolo Di Giovine.

Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle periferie ha promesso che prima di settembre porterà la questione al ministro degli interni Marco Minniti.

“E noi chiediamo, se sarà necessario, che ci si ascolti anche in quella sede”: conclude il Responsabile del C.A.R.E. (Associazione IV Municipio Case Rosse) e Responsabile del Coordinamento delle Associazioni Roma Est Paolo Di Giovine.

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