Roghi tossici a Roma, presidio all’Esquilino. Nuovo ingresso al Care

(Sesto Potere) – Roma – 10 febbraio 2018 – Sabato mattina si è svolto in piazza dell’Esquilino l’ultimo sit-in programmato da una trentina di comitati, cittadini e associazioni attive da anni contro il fenomeno roghi tossici nella capitale, l’ultimo presidio – dopo la prova generale di sabato scorso e gli appuntamenti che si sono ripetuti da martedì fino ad oggi – per chiedere interventi decisivi per impedire i continui incendi che si alzano all’interno dei campi nomadi delle periferie romane come via di Salone,  Tor Sapienza, Colli Aniene, Morena e l’Appia tra Roma e Ciampino.

Paolo di giovine in piazza col megafono

L’evidenza più eclatante e dannosa per l’ambiente e la salute umana   di una filiera criminale che ruota attorno allo smaltimento illegale dei rifiuti.

In piazza, come sempre, tra gli altri, anche  Paolo Di Giovine , presidente dell’Associazione Case Rosse e responsabile del C.A.R.E. (Coordinamento Roma Est),  Stefano Monaco, presidente dell’Associazione Roma Civitas Opus, e Franco Pirina, presidente dell’Associazione C.A.O.P.,

in piazza contro i roghi

in piazza contro i roghi

che hanno accolto favorevolmente  la notizia, per voce del presidente Guerriero Latini,  che  il Comitato di Quartiere di Statuario Capannelle  annuncia  il suo ingresso nel C.A.R.E..

“Felicità e auguri di buon lavoro” sono stati  espressi dagli stessi Di Giovine, Pirina e Monaco presenti oggi al presidio  dell’Esquilino e vicinanza manifestata anche dai Comitati di Quartiere: Tor Sapienza, La Rustica e  Morena.

Da parte di tutti l’ennesimo invito alle autorità preposte, per primi sindaco e prefetto,  ad arginare il problema ambientale e sociale dei roghi tossici mettendo in moto il programma previsto nel  protocollo sperimentale di sorveglianza dinamica già finito all’attenzione del Comitato per l’ordine e la sicurezza della prefettura che contempla anche l’utilizzo di una task force con Esercito, agenti della polizia, carabinieri e finanzieri per effettuare la vigilanza sui campi nomadi a rotazione e il controllo 24 ore su 24 con  droni e videocamere.

 

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