Ravenna, individuata fabbrica di merce contraffatta. Sequestrati 3.000 capi di vestiario falsi

(Sesto Potere) – Ravenna – 5 dicembre 2018 – Prosegue senza sosta l’attività anticontraffazione delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna che, anche in occasione delle ormai imminenti festività natalizie, continuano la loro azione di contrasto al mercato del falso, a tutela dei consumatori e del tessuto economico sano del territorio.

finanza Ravenna

Nei giorni scorsi, infatti, i Finanzieri bizantini, dopo aver individuato e sequestrato una spedizione di capi di vestiario contraffatti destinati a Ravenna, sono riusciti a ricostruire la “filiera del falso”, identificando lo stabilimento industriale, ubicato nel riminese, dove la merce era stata prodotta per poi essere commercializzata attraverso siti internet.
Le Fiamme Gialle hanno quindi effettuato un’immediata perquisizione della fabbrica, che ha consentito di sottoporre a sequestro circa 3.000 articoli di vario genere (T-shirt, felpe, tazze, zaini, pantaloncini e cappellini) recanti i loghi di noti marchi dell’abbigliamento particolarmente richiesti dai più giovani, come “Supreme”, “Me Contro Te”, “Air Jordan”, oltre a diversi articoli riportanti il nome del calciatore “Cristiano Ronaldo”.
Nel corso delle operazioni le Fiamme Gialle ravennati hanno anche individuato e sequestrato 6 macchinari impiegati per realizzare i falsi prodotti nonché centinaia di etichette termoadesive utilizzate per la stampa e l’impressione a caldo dei marchi contraffatti.

auto guardia di finanza

L’amministratore della società è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di “vendita e produzione di prodotti industriali con segni mendaci” e di “commercio di prodotti con segni falsi”.

Anche nei prossimi giorni nei quali si concentreranno gli acquisti prenatalizi, le Fiamme Gialle continueranno a svolgere costanti servizi anticontraffazione.

Un’attività volta a  contrastare questa insidiosa forma di illegalità che, oltre a rappresentare una vera e propria concorrenza sleale a danno dei commercianti che rispettano le regole, rischia anche di mettere a repentaglio la salute dei consumatori, trattandosi spesso di prodotti realizzati con materiali scadenti e non controllati.

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