Rai: conti in rosso e spese folli per il festival di Sanremo 2014

C’è crisi, ma la Rai, la Tv pubblica di Stato, spenderà 18 milioni di euro per il Festival di Sanremo 2014, come abbiamo scritto in un articolo pubblicato oggi dalla nostra agenzia. Alcune riflessioni sono d’obbligo.

marco colonna

marco colonna

Trovo disdicevoli due cose.
La prima: che una società a partecipazione statale come la Rai, quindi di proprietà pubblica, non finalizzi la propria missione aziendale nell’unico scopo eticamente condivisibile dai cittadini: divulgare soprattutto informazione , cultura e conoscenza.
La seconda cosa: che in tempi di crisi lancinante , con i governi di “grande coalizione” che hanno costretto con la loro politica di austerità alla fame ed alla povertà migliaia di famiglie e di lavoratori italiani costringendoli a sacrifici inenarrabili, vi sia chi – come i  presentatori – venga lautamente ricompensato per i propri servigi a suon di milioni di euro!  Si dimezzino gli stipendi e poche ciance…

A precisazione ulteriore, aggiungo che trovo ridicolo che i funzionari e dirigenti Rai  (come il sign. Giancarlo Leone, che di tv non è certamente esperto, lo ammetta) , che nella maggior parte dei casi altro non sono che uomini di partito o dagli stessi partiti nominati , giustifichino queste spese assurde per l’epoca che viviamo motivandole che saranno coperte da altri introiti. Anche un bambino capirebbe che a bilancio viene intanto anticipato l’esborso ultra milionario, e poi decide il mercato… chissà!?

Ultima cosa , ogni cittadino dovrebbe auspicare il taglio di questi maxi compensi… che vi sia qualcuno o qualcuna che difende queste spese esagerate mi sorprende non poco… però la dice lunga sullo stato della nostra nazione e del nostro popolo.

Ma lo sapete che il preventivo del bilancio 2012 della Rai segnala 244,6 milioni di rosso? E l’azienda di viale Mazzini sopporta un debito consolidato che sfiora i 400 milioni (370 per l’esattezza)?

Con queste cifre nessuno, ma proprio nessuno, dovrebbe permettersi di giustificare gli sperperi o le spese milionarie.

 Marco Colonna

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