SENATO / FOTO ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Povertà, ok Senato a legge su Reddito di inclusione

(Sesto Potere) – Roma – 11 marzo 2017 – Il Senato, nella seduta antimeridiana di giovedì 9 marzo, ha approvato definitivamente il disegno di legge   – “collegato” alla manovra di finanza pubblica ed approvato, con modifiche, in prima lettura, dalla Camera dei deputati nel luglio scorso  –  delega al Governo concernente il contrasto della povertà, il riordino delle relative prestazioni assistenziali ed il coordinamento del sistema degli interventi in materia di servizi sociali.

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Il provvedimento non è corredato di relazione tecnica aggiornata all’atto del passaggio dell’esame del provvedimento al Senato, si è pertanto utilizzata la relazione tecnica riferita al testo originario.

Tale misura, denominata Rei-Reddito di inclusione, è individuata come livello essenziale delle prestazioni da garantire uniformemente in tutto il territorio nazionale ed è inquadrata nel riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà, fatta eccezione per le prestazioni rivolte alla fascia di popolazione anziana non più in età di attivazione lavorativa, per le prestazioni a sostegno della genitorialità e per quelle legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario.

Una misura di carattere universale , che sia condizionata alla prova dei mezzi, sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), tenendo conto dell’effettivo reddito disponibile e di indicatori della capacità di spesa, nonché all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà.

Con  un beneficio economico erogato nel quadro di un progetto personalizzato.

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Le disponibilità – è scritto nero su bianco nel disegno di legge –  pari a 1,030 mld di euro per il 2017 e a 1,054 mld a decorrere dal 2018, verranno valutate rispetto alla presumibile platea individuata come composta da soggetti in stato di povertà.
In assenza di qualsiasi indicazione, lo stesso governo ricorda che l’Istat ha stimato l’insieme dei soggetti in povertà assoluta, nell’ultimo rapporto sulla povertà in Italia (14 luglio 2016), in circa 4.600.000 unità e in 1 milione e 582mila famiglie.

La prima reale ipotesi è   quella di raggiungere con il beneficio circa 250-300mila famiglie, fino a 1,5 milioni di persone. In particolare 500mila minori, cioè la metà del milione di bambini che versa in condizioni di assoluta miseria.

Ma il governo gentiloni è  ottimista e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato che il sostegno dovrebbe riguardare circa 400mila nuclei familiari con minori a carico, ovvero un milione e 770 mila cittadini.

A breve – ha spiegato il ministro – grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari e i 400 euro al mese inizialmente previsti nel Sia-Sostegno per l’inclusione attiva, saranno elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.

Il ddl approvato definitivamente dal Senato è una legge delega e dunque si prevede che il governo emani, entro sei mesi, uno o più decreti con i quali dare concreta attuazione ai principi contenuti nella delega. Il testo offre la precedenza per l’erogazione del Sia ai nuclei familiari con figli minori e ultra 55enni senza lavoro. Sarà rivolto sia a cittadini italiani sia stranieri  residenti in Italia da un certo numero di anni (ancora da stabilire).

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