Povertà, alle città 297 mln per sostegno al Rei (reddito di inclusione)

(Sesto Potere)  – Roma – 11 maggio 2018 – Intesa Stato-Regioni-Enti locali, in Conferenza Unificata, sul Decreto di riparto della quota di risorse del “Fondo povertà” destinata al finanziamento dei servizi territoriali e per l’adozione del piano per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà.

bambina in povertà

“Diamo il via libera – ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini – al provvedimento che da un lato definisce le risorse per un triennio, dall’altro fa partire il primo Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà, prevedendo 297 milioni di euro per il 2018, 347 milioni di euro nel 2019 e 470 milioni di euro nel 2020. Al via oggi la suddivisione delle risorse solo per il 2018″.

“Le somme stanziate – ha aggiunto il Presidente della Conferenza delle Regioni – serviranno in gran parte (272 milioni nel 2018) al finanziamento dei servizi per l’accesso al Rei-Reddito di inclusione  con l’obiettivo di identificare sul territorio i bisogni veri dei nuclei familiari e per individuare i sostegni necessari per i progetti personalizzati”.

20 milioni finanzieranno interventi specifici e servizi in favore delle persone in condizione di povertà estrema e senza dimora.
5 milioni finanzieranno invece, in via sperimentale, interventi in favore di coloro che al compimento della maggiore età, vivano fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria e serviranno anche a prevenire condizioni di povertà, permettendo loro di completare il percorso di crescita verso l’autonomia.
“Le Regioni, gli ambiti territoriali, avranno a disposizione quasi 300 milioni (297 in realtà)  per il potenziamento dei servizi, quindi per l”assunzione degli assistenti sociali e per le politiche di attivazione. L’intesa raggiunta rappresenta un traguardo importantissimo e assicura al Rei le gambe per

poverta’

camminare”, ha sottolineato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.

 “Dopo l’approvazione da parte delle Rete della protezione e dell’inclusione sociale e il via libera del “Fondo povertà”, il Governo – ha precisato il ministro – può emanare il decreto (lavoro-economia) che consente di trasferire ai territori le risorse per rafforzare i servizi di accompagnamento delle persone in condizione di povertà nei percorsi di attivazione e di inclusione sociale”.
Il Fondo Povertà stanzia circa 300 milioni di euro nel 2018 e tra queste risorse si distinguono 20 milioni di euro l’anno in favore delle persone in povertà estrema e senza dimora, da utilizzare secondo l’approccio del cosiddetto housing first, un modello strategico integrato di intervento dei servizi sociali che pone la casa come prima soluzione ai problemi di chi vive in strada.
Vengono stanziati anche 5 milioni di euro l’anno per finanziare interventi innovativi indirizzati ai neo maggiorenni che vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Di natura sperimentale, questo tipo di intervento è volto a prevenire le condizioni di povertà e a fornire ai ragazzi in condizioni di fragilità strumenti utili a completare il percorso di crescita verso l’autonomia.

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