Pesticidi in Emilia-Romagna, Legambiente e Ispra lanciano l’allarme

(Sesto Potere) – Bologna – 10 settembre  2018 – La presenza dei pesticidi nelle acque è ubiquitaria, con mix di decine di sostanze contemporaneamente che permangono molto a lungo nell’ambiente. E’ necessario dunque puntare sempre più su pratiche agricole meno impattanti. E’ questo il segnale netto che Legambiente ha  lanciato  nel corso della presentazione della 2^ edizione del dossier “Pesticidi in Emilia Romagna”.

agricoltura biologica

In base a questo rapporto emergerebbe che l’Emilia-Romagna risulta nettamente al di sopra della   media nazionale delle vendite di pesticidi e fitofarmaci per ettaro di superficie agricola utilizzata.

Nel 2016 e 2015 sono oltre 60 i diversi principi chimici rilevati nelle analisi; arriva quasi al 90% la percentuale di stazioni monitorate che evidenziano almeno una volta la presenza di pesticidi mentre, nei due anni analizzati, i singoli prelievi in cui si riscontrano sostanze fitosanitarie oscillano tra il 53% ed 56% .

Allarmante la conferma della permanenza di queste sostanze nell’ambiente anche molti anni dopo la loro messa al bando. L’analisi sui dati grezzi ha infatti confermato, per il 2016, la presenza rilevabile di alcune sostanze proibite da tempo, tra cui Atrazina e Diuron. Tale dato richiederebbe una forte attenzione rispetto agli effetti che l’uso di queste sostanze possono avere nel lungo termine: segnala che le sostanze in uso oggi potrebbero avere effetti anche a lungo termine sulla salute.

Si rilevano inoltre irregolarità e superamenti dei limiti in diverse stazioni, sia per sostanza singola che per la sommatoria delle concentrazioni di tutti i pesticidi rilevati.

I problemi maggiori  appaiono localizzarsi nella zona di Bologna, Parma, Piacenza, Ravenna e Ferrara. I superamenti del limite di legge per quanto riguarda la media annua di concentrazione di pesticidi totali si riscontrano con valori notevoli nel Torrente Sillaro (BO), nel Cavo Sissa Abate (PR) e Po di Primaro (FE). Non mancano anomalie al Torrente Arda (PC), Canale Destra Reno (RA) in altri corsi d’acqua a Ferrara e Ravenna.

Punti di attenzione per le alte concentrazioni medie riguardano il Canale Emissario (MO), il Cavo Parmigiana-Moglia (MO), il Torrente Samoggia (BO), il canale circondariale gramigne Fosse a Comacchio (FE), il canale Lorgana nelle

pesticidi

zone di Argenta (FE).

Da rilevare come le analisi disponibili non danno conto di tutte le sostanze immesse in ambiente. L’Emilia Romagna è tra le regioni con un maggior numero di sostanze ricercate (91), ma manca ancora un indagine sistematica sul Glifosato – uno degli erbicidi più diffusi e sostanza ritenuta particolarmente pericolosa – come manca su quasi tutto il territorio nazionale, salvo Lombardia e Toscana. Le prime rilevazioni effettuate sul territorio regionale sembrano comunque testimoniare concentrazioni elevate .

I numeri massimi di sostanze fitosanitarie rilevate simultaneamente in un singolo prelievo  emergono essenzialmente nel basso ferrarese (nel Po di Primaro, nel Canal Bianco e nel Canale Burana Navigabile) dove, nei campioni effettuati a maggio, si riscontra la simultanea presenza di oltre 30 pesticidi.

Sostanze legate alle pratiche agricole ma purtroppo abusate anche in aree urbane per la manutenzione del verde e la disinfestazione.

Numerose altre stazioni poi, anche se non evidenziano un superamento di tale limite, mostrano comunque degli elevati picchi di concentrazioni di più pesticidi in una singola data: anche in questo caso le anomalie si riscontrano prevalentemente nel “Torrente Arda” (PC), “Cavo Sissa Abate” (PR), “Canal Bianco” (FE), “Canale Destra Reno” (RA),” Fiume Lamone” (RA) e “Rio Melo” (RN). In provincia di Forlì-Cesena sotto osservazione il canale di allacciamento Fossatone a Cesenatico ed il fiume Rubicone.

Tutti i picchi di concentrazione di pesticidi totali si riscontrano nei mesi di Aprile, Maggio, Giugno, con chiara  corrispondenza  con i periodi di maggior ricorso all’uso di sostanze fitosanitarie in agricoltura.

Secondo i dati emersi nell’ ultimo Rapporto Ispra “Pesticidi nelle Acque” sui dati provenienti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente la maggior presenza di pesticidi si riscontra nella pianura padano-veneta.

A livello regionale, la presenza dei pesticidi interessa oltre il 90% dei punti delle acque superficiali in Friuli Venezia

pesticidi

Giulia, provincia di Bolzano, Piemonte e Veneto, e più dell’80% dei punti in Emilia Romagna e Toscana. Supera il 70% in Lombardia e provincia di Trento.

Nelle acque sotterrane è particolarmente elevata in Friuli 81%, in Piemonte 66% e in Sicilia 60%. Inoltre,    dopo oltre dieci anni di diminuzione, si assiste ad un’inversione di tendenza nelle vendite di prodotti fitosanitari. Si collocano al di sopra della media: il Veneto , la Provincia di Trento, la Campania e l’ Emilia Romagna.

Le sostanze responsabili della maggior parte dei superamenti normativi riscontrati nelle falde sono: il glifosate e l’Ampa, l’Atrazina-desetil desisopropil o il metolachlor Esa,   bentazone e 2,6-diclorobenzammide, l’insetticida imidacloprid, i fungicidi triadimenol, oxadixil e metalaxil.

 

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