Oltre ai nomadi anche gli immigrati, il “no” di Di Giovine (IV Municipio Case Rosse) e Pirina (Caop Ponte di Nona)

(Sesto Potere) – Roma – 9 ottobre 2018 –  A Roma si fa strada sempre più  insistente la voce che  nei prossimi giorni verrà attivato un nuovo centro di accoglienza immigrati e richiedenti asilo in via di Salone a Roma presso una villa – struttura affitta camere a tre piani, direzione Tiburtina. E’ noto a tutti che nella stessa via esiste già un campo nomadi,  uno dei più affollati d’Europa, già teatro di risse,  illegalità diffusa e vari episodi di violenza.

pirina e di giovine

I cittadini del quartiere sono già in allarme.

Paolo Di Giovine, presidente dell’ associazione IV Municipio Case Rosse, e Franco Pirina, presidente di Caop Ponte di Nona, ascoltando le istanze dei residenti si sono  attivati  ed hanno spedito una lettera in prefettura a Roma chiedendo notizie certe e rassicurazioni.

Per controllare l’ordine pubblico della zona e presidiare il campo nomadi  le autorità hanno già stabilito di inviare  l’esercito , ma a tutt’oggi ancora non si vedono divise grigio-verdi  in strada.

“Per il campo nomadi di via di Salone     le istituzioni ci promisero di inviare l’esercito e  in  futuro si prevede lo smantellamento di quello che oggi è,  di fatto, un  covo di illegalità e una base di degrado ambientale, per anni teatro di roghi tossici. Ad oggi, non soltanto non s’è visto l’esercito promesso, ma si paventa la possibilità che nella stessa via nasca un nuovo centro di accoglienza di immigrati. Sarebbe un record assoluto , in negativo, ovviamente, a livello

nazionale”: scrivono in una nota congiunta Paolo Di Giovine  e Franco Pirina.

L’augurio dei coordinatori di due delle più rappresentative associazioni cittadine e degli stessi cittadini che abitano

paolo di giovine

in questa parte di Roma sia  che  la Prefettura non avvalli  una richiesta del genere.

“In molti, troppi,  episodi a Roma i migranti e gli stranieri in attesa di ricevere lo status di rifugiati si sono resi responsabili di  gravi episodi di criminalità e di tensioni sociali  con le persone dei  luoghi scelti per l’accoglienza.  In via di Salone  si creerebbe una pressione, anche numerica (si parla di ospitare nella via un centinaio di immigrati)  che non permette  una convivenza pacifica con gli italiani , si moltiplicherebbero i fattori di  rischio e una tale situazione deve essere scongiurata  da  chi amministra. Non possiamo  e non dobbiamo permetterci la nascita di un’altra polveriera sociale”:  aggiungono  i presidenti di IV Municipio Case Rosse  e   Caop Ponte di Nona.

Paolo Di Giovine  e Franco Pirina meditano di coinvolgere in questa iniziativa anche gli amministratori comunali affinché si aggiunga  una forte motivazione politica alla voce popolare che s’è già espressa: “No agli immigrati in via via di Salone”, è il messaggio.

Verrà dato ascolto a questa richiesta?

 

 

 

Related News

Comments are closed