Milano al top in industria e dei servizi. Emilia-Romagna traina l’agroalimentare

(Sesto Potere) – Roma – 13 giugno 2018 – Quasi la metà del valore aggiunto nazionale è realizzato nei sistemi locali del lavoro urbani (49,8%), in cui risiede il 45,9% delle unità locali attive. La produttività apparente del lavoro nell’industria e nei servizi non finanziari è massima nei 5 sistemi urbani ad alta specializzazione (59,4 mila euro per addetto) , elevata nei sistemi della fabbricazione di macchine (47,4 mila euro), della petrolchimica e della farmaceutica (47,3 mila euro) mentre registra il valore più basso nei sistemi a vocazione agricola (28,8 mila euro).

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La produttività arriva a livelli complessivamente medio-alti nei sistemi del Made in Italy.

A livello comunale, Milano è al primo posto come contributo al valore aggiunto nazionale dell’industria e dei servizi non finanziari, con oltre 52 miliardi di euro (7,3% del totale), segue Roma con 51,8 miliardi (7,2%) e a una certa distanza si collocano Torino, Genova e Napoli, (rispettivamente 2,1%, 1,5% e 1,3% del valore aggiunto italiano).

Milano si conferma anche al primo posto nella graduatoria della produttività apparente del lavoro: il valore medio supera di una volta e mezzo la media italiana.

Seguono Bolzano/Bozen (68,9 mila euro), Siena e Brindisi, unico comune del Mezzogiorno ai primi posti (58,2 mila euro per addetto). Roma è quinta in graduatoria (57,1 mila euro per addetto).

Nell’industria è la Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen a far registrare i livelli migliori di produttività apparente del lavoro. Il 25% toccato dalle imprese a più alto valore aggiunto per addetto (terzo quartile) è sensibilmente superiore a quelli delle altre Regioni: circa 52 mila euro contro i 44 mila della Lombardia, seconda in graduatoria.

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Il differenziale con tutte le altre amministrazioni risulta molto marcato: la mediana di Bolzano/Bozen è infatti superiore al terzo quartile di undici Regioni (Liguria, Marche, Basilicata, Umbria, Abruzzo, Campania, Sardegna,
Molise, Sicilia, Puglia e Calabria).

I sistemi del Made in Italy registrano complessivamente livelli di produttività medio-alti, in particolare i sistemi locali della fabbricazione di macchine (23 sistemi su 35) di Emilia-Romagna (9), Lombardia (5) e Veneto (5), i sistemi del legno e del mobile (12 su 31) di Veneto (7) e FriuliVenezia Giulia (3), i sistemi dei gioielli, occhiali e strumenti musicali (5 su 10, tutti localizzati in Veneto).

Meno produttivi i sistemi dell’ agro alimentare ma con punte di rilievo: in 9 su 53 hanno valori alti e, di questi, 4 sono in Emilia-Romagna.

 

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