Legambiente, Ecosistema scuola: Reggio, Piacenza, Parma e Rimini fra i primi 10

(Sesto Potere) – Napoli – 19 ottobre 2018 – Ecosistema Scuola 2018, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico e dei servizi educativi, presentato oggi a Napoli nel corso del Forum Scuola, vede in cima alla classifica Bolzano e Trento e poi  Bergamo (3º posto)  , Reggio Emilia (4º) e Piacenza (5º).

classe scolastica

Bolzano e Trento: due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza (tutti gli istituti presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto), e di innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l’1%, frutto di una chiara scelta di governance confermata anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175mila euro per edificio, cioè circa dieci volte la media nazionale. Un mix di programmazione, di investimenti costanti e di innovazione che è mancato soprattutto alle regioni del sud Italia e delle isole, le cui città capoluogo sono tutte dopo la trentesima posizione in graduatoria ad eccezione di Cosenza (17° posto), con Reggio Calabria, Palermo, Latina (l’unica del centro Italia in questa posizione di coda), Foggia e Messina che chiudono la classifica.

Una situazione preoccupante dal punto di vista della sicurezza, perché ai minori controlli corrisponde una maggiore fragilità sismica del territorio (al sud tre scuole su quattro sono in area a rischio sismico, con la Sicilia che vede interessate quasi il 98,4% delle scuole, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma al 2,4%) anche se con alcune eccezioni, come la già citata Cosenza (17º) che oggi ha tutte le scuole con le certificazioni richieste, grazie ad un abile reperimento di fondi nazionali e regionali e Ragusa (48º) che si è dimostrata virtuosa nel recepire e spendere i fondi regionali a disposizione per la manutenzione straordinaria.

Nel complesso, però, la fotografia è abbastanza chiara: nella top ten di Ecosistema Scuola 2018 troviamo tutti Comuni del nord, con la sola eccezione di Prato (7º): dopo Bolzano (1º) e Trento (2º) abbiamo Bergamo (3º)  e ben 4 capoluoghi dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º). 

classe scolastica

Gli altri Comuni presenti sono Pordenone (8º) e Verbania (9º). In coda, come già detto, le città del Sud e delle isole: ultima in graduatoria Messina, preceduta da Foggia (82º), Palermo (80º), Reggio Calabria (79º), Siracusa (78º), Potenza (77º), Sassari (75º) e Crotone (74º). Sempre in fondo, una città del centro, Latina (81º) e una del nord, Trieste (76º). E’ Firenze (18º), tra le grandi città a posizionarsi nella parte più alta della classifica, quindi Torino (20º)Milano (27º) e Napoli (32º), seguono a distanza Venezia (52º),   Catania (53º),    Bari (62º)Genova (69º), mentre nella parte più bassa troviamo Reggio Calabria, Palermo e Messina.

Roma invia dati incompleti e pertanto non entra in graduatoria. Bologna e Cagliari non inviano dati.

Per quel che riguarda i servizi e i progetti educatividal 2012 ad oggi si registra un calo della diffusione degli Scuolabus che passa dal 30% al 23% circa a livello nazionale ma con una forbice che va da più del 40% di scuole che possono contare su questo servizio nelle città capoluogo di provincia del centro Italia ad un irrisorio 13,7% al sud, rendendo il trasporto scolastico sempre più appaltato alle famiglie, incentivate così all’uso del mezzo privato a danno anche della sostenibilità ambientale e dell’economia familiare. In diminuzione tutte le infrastrutture di gestione della mobilità autonoma e in sicurezza del percorso casa-scuola, quali il pedibus, realtà presente prevalentemente nelle città del centro-nord, e esperienza eccellente a Bergamo, Lecco, Macerata e Padova, o la presenza di piste ciclabili nelle aree antistanti gli edifici scolastici per permettere agli studenti di raggiungere  le proprie scuole in bicicletta (migliori strutture ancora a Bergamo, Modena, Pordenone Ravenna e Reggio Emilia), così come gli edifici scolastici collocati all’interno di isole pedonali, zone 30 e

classe studenti e docente

ZTL. Palestre e strutture sportive, sono presenti mediamente solo in una scuola su due (ma se in Lombardia sono presenti nel 74% circa delle strutture, in Calabria non si raggiunge il 27%), mentre giardini e spazi verdi fruibili – fondamentali luoghi di aggregazione per l’infanzia e l’adolescenza spesso aperti al quartiere – rimangono una chimera nelle isole (nel 60% dei casi) e ancora al Sud (50%). Il servizio mensa (legato spesso alla possibilità di effettuare il tempo pieno), è garantito nell’87% delle scuole del nord e del centro ma solo a poco più del 60% degli istituti del Sud e al 30% delle scuole sulle isole. Le biblioteche scolastiche, invece, presenti solo nel 37% degli edifici, sono più numerose sulle isole (49,4%) che al nord (38,5%) o al centro (37,9%) ma risultano sempre meno diffuse al sud (23,6%).

progetti educativi, importantissimi anche per l’apprendimento attivo e le competenze di cittadinanza, dal 2012 ad oggi calano di oltre 10 punti percentuali fermandosi al 72% delle scuole, con una spesa media a studente di circa 11 euro, con situazioni molto differenti tra loro: dall’eccellenza di città virtuose come Reggio Emilia, che investe una media di più di 160 euro a studente, fino ad un nutrito numero di amministrazioni che purtroppo non investono affatto, come Avellino, Caltanissetta, Campobasso, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Crotone, Cuneo, Gorizia, Matera, Messina, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Rovigo, Sassari, Varese.

Tornando alla qualità degli edifici e alla sicurezza, nel complesso i dati presentati dall’Ecosistema scuola 2018, relativi all’anno 2017, mostrano un panorama di 5.725 edifici, di cui quasi la metà edificati prima degli anni ’70, ovvero prima dell’entrata in vigore di importanti normative come la normativa antisismica e il collaudo statico,

classe

di queste, ben il 46,8% necessita di interventi urgenti di manutenzione.

L’innovazione tecnologica e ambientale degli edifici scolastici spesso passa attraverso scelte più ampie, come un progetto di rigenerazione sociale, educativo e ambientale di un territorio o un quartiere, come narrano molte delle Storie di scuole sostenibili, i dieci casi virtuosi di edifici scolastici nuovi o riqualificati contenuti nel dossier di Legambiente. Esempi virtuosi e importanti esperienze che troviamo anche in Comuni che hanno scelto di investire in innovazione e sostenibilità con grandi risultati, a partire da Bolzano che con l’efficientamento energetico di tutti gli edifici scolastici ha ridotto del 50% i consumi energetici.

Ma molti sono ancora i passi avanti da fare nel campo della sostenibilità energetica con l’85% circa delle scuole classificate nelle ultime tre classi energetiche(E, F, G) e solo poco più del 5% nelle prime tre classi, Dato tendenzialmente positivo, anche se comunque molto migliorabile, quello delle scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile che salgono al 18,2%, contro il 13,5% registrato nel 2012.

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