Lavoro, rapporto Inps: boom lavoratori a termine (+28%), calano i ‘fissi’

(Sesto Potere) – Roma – 29 novembre 2018 – Lavoratori fissi in calo, operai in crescita, così come i lavoratori dipendenti in somministrazione e di lavoratori intermittenti e al Nord si guadagna fino a 10 mila euro in più rispetto a Sud ed il part-time orizzontale è il più scelto dalle donne. Questi in estrema sintesi alcuni dei dati contenuti nell’Osservatorio sui lavoratori dipendenti 2017 pubblicato in questi giorni dall’ Inps.

BOOM LAVORO A TEMPO INDETERMINATO

lavoratore free lance

Nel 2017 il numero medio di lavoratori con contratto a tempo indeterminato è pari a 10.567.942, l’82,8% del numero medio dei lavoratori. Mettendo in relazione il territorio con la tipologia contrattuale, nel 2017 il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato è massimo nel Nord-ovest con 3.571.630 lavoratori e un’incidenza sul relativo totale pari all’84,7. La tipologia contrattuale del tempo determinato, invece, presenta la maggiore incidenza percentuale nel Sud e nelle Isole rispettivamente con il 16,4% e 16,9%, (media nazionale: 15,6%). Per il lavoro stagionale la maggiore incidenza percentuale sul totale è nel Nord-est con il 2,8%, contro il valore nazionale pari all’1,6%.

LAVORO INTERMITTENTE E PART TIME

E si assiste anche ad un boom dei lavoratori intermittenti nel 2017 soprattutto con la cancellazione dei voucher: nell’anno – sottolinea sempre l’Inps nel focus sui lavoratori intermittenti, contenuto nell’Osservatorio – . Il numero di lavoratori dipendenti intermittenti con almeno una giornata retribuita nell’anno è stato pari a 534.698 con una crescita dell’80,9% rispetto al 2016 interrompendo un trend negativo iniziato nel 2013.  A livello territoriale circa i due terzi dei lavoratori intermittenti lavorano nelle regioni del Nord. Nell’ultimo anno il Sud è la zona che presenta il maggior incremento rispetto al 2016 (+120,1%).
Quanto al part-time, principale forma di lavoro a tempo parziale, è il preferito dalle donne che rappresentano quasi il 70% di coloro che lo scelgono.

NUMERO LAVORATORI, RETRIBUZIONI E GIORNATE RETRIBUITE NELL’ANNO

Nel 2017 il numero di lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici) con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 15.306.007 (+4,1% rispetto al 2016), con una retribuzione media di 21.535 euro e una media di 243 giornate retribuite. Con riferimento alla distribuzione per qualifica, nel 2017 è prevalente la componente degli operai che con 8.509.445 lavoratori rappresenta il 55,6% del totale, contro il   36,9% degli impiegati, il 3,4% degli apprendisti, il 3,0% dei quadri e lo 0,8% dei dirigenti.Da rilevare la variazione positiva, rispetto al 2016, degli apprendisti (+12,4%) favorita anche dalla conclusione delle agevolazioni contributive previste per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate nel 2016.

Per quanto concerne la struttura per età emerge che, nel 2017, la classe di età modale è quella tra i 40 e i 44 anni con 2.222.150 (14,5% sul totale).
Rispetto al genere, i lavoratori maschi rappresentano il 57,5% della distribuzione. La retribuzione media annua nel 2017, pari a 21.535 euro nel complesso, risulta molto differenziata sia per età sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età, almeno fino alla classe 55 – 59, ed è costantemente più alta per il genere maschile (24.862 euro contro 17.028 euro per le femmine).

Il differenziale retributivo per età è strettamente connesso alla presenza di lavoro stagionale o a termine, rilevante soprattutto nelle classi di età più giovani. Infatti, rispetto alla media complessiva di giornate retribuite nel 2017 pari a 243, si riscontrano valori molto bassi tra i lavoratori sotto i 20 anni (78 giornate) e nella classe 20 – 24 anni (169 giornate).

Il differenziale retributivo per genere, invece, sembra più correlato alla maggiore presenza di lavoro part time tra le femmine. Infatti il numero di lavoratrici che nel 2017 hanno avuto almeno un rapporto di lavoro part time è pari a 3.298.959, contro 1.887.555 maschi. Nel 2017 circa il 21% dei lavoratori maschi ha avuto almeno un rapporto di lavoro a tempo parziale mentre tra le femmine la quota di lavoratrici che ha avuto almeno un part time nell’anno è pari a circa il 50%.

Rispetto alla tipologia contrattuale si evidenzia che il numero di lavoratori dipendenti con contratto a tempo

apprendistato giovani lavoro

indeterminato (che includono anche gli apprendisti, salvo una piccolissima quota classificata tra gli stagionali) nel 2017 è 11.406.556 lavoratori più del 74,5% del totale in leggera flessione rispetto al 2016 (-1,7%),con una retribuzione
media annua di euro 25.676 e 277 giornate medie retribuite.

Analizzando la distribuzione dei lavoratori per area geografica di lavoro, nel 2017 quasi un terzo dei lavoratori dipendenti (31,9%) lavora nelle regioni del Nord-ovest. Segue il Nord-est con il 23,7%, il Centro (21,0%), il Sud (16,5%) e le Isole (6,9%), solo lo 0,1% lavora all’estero.
Le retribuzioni medie nel 2017 presentano valori più elevati nelle due ripartizioni del Nord rispettivamente 25.211 euro nel Nord-ovest e 22.616 nel Nord-est con un forte divario rispetto alle ripartizioni del Mezzogiorno, contrassegnate anche da valori più bassi del numero medio di giornate retribuite nell’anno.

 

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