Lavoro, Cgia Mestre: Quello occasionale occupa 592 mila addetti

(Sesto Potere) – Roma – 11 maggio 2018 – Nel primo trimestre 2018, il tasso di posti vacanti destagionalizzato  per lavoratori dipendenti nelle imprese con almeno 10 dipendenti dell’industria e dei servizi è pari allo 0,9% nel complesso delle attività economiche considerate e in entrambi i settori dell’industria e dei servizi. In diminuzione rispetto al trimestre precedente di 0,1 punti percentuali nel complesso delle attività economiche e nell’industria e di 0,2 punti percentuali nei servizi.

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A fornire i dati è l’Istat che spiega come i posti vacanti misurino le ricerche di personale che alla data di riferimento  sono già iniziate e non ancora concluse. Posti di lavoro retribuiti che siano nuovi o già esistenti, purché liberi o in procinto di diventarlo, per i quali il datore di lavoro cerchi attivamente un candidato adatto al di fuori dell’impresa interessata e sia disposto a fare sforzi supplementari per trovarlo.

E intanto l’Ufficio studi della Cgia di Mestre pubblica l’ultimo rapporto sulle  persone impiegate in lavori saltuari. Complessivamente, sono 592 mila gli addetti che nel 2017 hanno svolto un’attività lavorativa nel nostro Paese per meno di 10 ore alla settimana. Di questi, 389 mila hanno prestato servizio come dipendenti e gli altri 203 mila come lavoratori autonomi.

Due su 3 sono donne occupate, principalmente, nei servizi alla persona, come domestiche, baby-sitter, badanti, o al servizio di attività legate alla cura della persona (parrucchiere, estetiste, centri benessere, etc.).

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Un altro comparto dove si concentra un’incidenza molto elevata di occupati saltuari è l’alberghiero-ristorazione e i servizi alle imprese. Rispetto al 2007, il numero complessivo dei lavoratori saltuari è aumentato del 20,3 per cento.

Gli over 65 sono i più numerosi: l’incidenza degli occupati con meno di 10 ore alla settimana sul totale dei lavoratori della stessa fascia demografica è pari al 6,9 per cento; seguono i giovani tra i 15 e i 24 anni (4,7 per cento).

Dal 2014 il numero di questi lavoratori è leggermente in calo sia a seguito della ripresa occupazionale sia della riforma dei voucher avvenuta l’anno scorso che ha “aumentato” il ricorso al lavoro irregolare

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