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Istat, la corruzione ha coinvolto 1,7 milioni di famiglie italiane: tangenti nei settori: lavoro, sanità e pubblica amministrazione

(Sesto Potere) – Roma – 16 ottobre 2017 –  Si stima che il 7,9% delle famiglie nel corso della vita sia stato coinvolto direttamente in eventi corruttivi quali richieste di tantenti, mazzette, denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni (2,7% negli ultimi 3 anni, 1,2% negli ultimi 12 mesi). L’indicatore complessivo (7,9%) raggiunge il massimo nel Lazio (17,9%) e il minimo nella Provincia autonoma di Trento (2%), ma la situazione sul territorio è molto diversificata a seconda degli ambiti della corruzione.

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Questo emerge dall’apposito studio che per la prima volta l’Istat ha condotto introducendo una serie di quesiti nell’indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016 per studiare il fenomeno della corruzione.

Nella classifica dopo il Lazio si piazzano Abruzzo e  Puglia, rispettivamente con l’ 11.5% e l’ 11%. Le regioni virtuoso? Basilicata , Molise, la provincia autonoma di Bolzano, il Piemonte e la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia e le Marche.

La corruzione ha riguardato in primo luogo il settore lavorativo (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di lavoro, della partecipazione a concorsi o dell’avvio di un’attività lavorativa (2,7%). Sul lavoro, i casi di corruzione  più segnalati sono in Lazio (7.4%) e in Puglia (6.3%), a seguire: Liguria (4.2%), Sardegna (4.2%) e Basilicata (4.1%).

Tra le famiglie coinvolte in cause giudiziarie, si stima che il 2,9% abbia avuto nel corso della propria vita una richiesta di denaro, regali o favori da parte, ad esempio, di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri.

Il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali (contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) si stima abbia ricevuto una richiesta di denaro o

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scambi di favori. La percentuale più alta di famiglie che hanno avuto richieste di denaro quando si sono rivolte a uffici pubblici è stata registrata nel Lazio (5.7%) e in Puglia (4.8%).

In ambito sanitario episodi di corruzione hanno coinvolto il 2,4% delle famiglie necessitanti di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi. Le famiglie che si sono rivolte agli uffici pubblici nel 2,1% dei casi hanno avuto richieste di denaro, regali o favori. La corruzione in sanità è più frequente in Abruzzo (4.7%) e in Campania (4.1%);in particolare, la richiesta di effettuare una visita privata prima del trattamento nella struttura pubblica è alta in Puglia (20,7%), Basilicata (18,5%), Sicilia (16,1%) e Lazio (14.4%).

Richieste di denaro o favori in cambio di facilitazioni da parte di forze dell’ordine o forze armate e nel settore dell’istruzione hanno riguardato rispettivamente l’1% e lo 0,6% delle famiglie.

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