(Sesto Potere) - Roma - 29 luglio 2010 - Incassata la sfiducia Gianfranco Fini ha fatto sapere che terrà domani nella tarda mattinata una conferenza stampa che dovrà contenere l'attesa controreplica al Cavaliere.
Ai suoi uomini l'ex leader di An ha detto: ”La presidenza della Camera non è nella disponibilità del presidente del Consiglio, non può decidere nulla e io non mi dimetto. Con un testo così, sarà evidente a tutti che sono loro ad averci cacciato, ad averci costretto a fare gruppi autonomi. Andremo dal capo dello Stato per comunicare la nascita della nuova formazione in Parlamento e per far presente che comunque faremo parte della maggioranza”.
Come già riportato nel pomeriggio dalla nostra agenzia una trentina (ben 35) di parlamentari vicini al presidente della Camera hanno già firmato una lettera di dimissioni dal PdL e avanzano la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare con propria denominazione a Montecitorio.
Per far cadere il governo serirebbero comunque almeno 37 deputati alla Camera.
Mentre a Palazzo Madama sarebbero pronti ad entrare nelle file del nuovo movimento di Fini almeno 10/12 senatori , con altri quattro/cinque indecisi, mentre hanno già sciolto le riserve Adriana Poli Bortone e Giovanni Pistorio.
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