PdL: 33 finiani pronti a costituire nuovo gruppo parlamentare

Giovedì 29 Luglio 2010 13:42 Notizie - Politica
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Fini  e Berlusconi (Sesto Potere) - Roma - 29 luglio 2010 - Dopo il voto sulla manovra economica concesso alla Camera il presidente dell'aula di Montecitorio ha riunito i parlamentari a lui più vicini per concordare la linea politica alla luce degli ultimi avvenimenti.

Secondo indiscrezioni di stampa una trentina di parlamentari vicini al presidente della Camera, Gianfranco Fini, hanno già firmato o si apprestano a farlo la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare con propria denominazione a Montecitorio, dove da regolamento bastano almeno venti firme per formare un gruppo autonomo.

Tra questi si contano : Angeli, Bocchino, Briguglio, Buonfiglio, Barbaro, Barbareschi, Bellotti, Conte,  Cosenza, Della Vedova, Di Biagio, Divella, Granata, Lo Presti, Lamorte, Menia, Napoli,  Patarino, Proietti, Perina, Paglia, Raisi, Ronchi, Rubens, Scalia, Siliquini, Tremaglia e Urso. Altri 10 sono in stand by e decideranno non appena sarà divulgato il testo del documento politico che l’Ufficio di presidenza del Pdl dovrebbe approvare questa sera controGianfranco Fini, Carmelo Briguglio, Italo Bocchino e Fabio Granata.

 Al Senato i parlamentari di stretta osservanza "finiana"  sono una decina, con altri quattro/cinque indecisi, il numero minimo per formare un gruppo parlamentare a Palazzo Madama è di 10 senatori.

La richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare autonomo con una nuova sigla, ovviamente, sarà depositata nel momento in cui dovesse essere confermato il provvedimento di espulsione o di sospensione da parte dei "fedelissimi" di Berlusconi e ratificata comunque già nella giornata di domani.

Complessivamente, dunque, la pattuglia composta dai finiani potrebbe contare su più di 30 deputati e su una 15ina di senatori.

Un'ipotesi confermata dal finiano Fabio Granata che parlando all' Espresso on line sintetizza così i malumori che si registrano all'interno della dissidenza Pdl: "Se vanno avanti sul piano disciplinare nei confronti miei, di Bocchino e Briguglio, a quel punto la reazione sarà quantomeno quella di costituire dei gruppi parlamentari autonomi".

Attualmente, la maggioranza di governo PdL - Lega è composta da 341 deputati e 175 senatori, a fronte di una maggioranza necessaria, rispettivamente di 316 a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama. Con la fuoriuscita dei finiani, dunque, Berlusconi e Bossi dovrebbero sopportare alla Camera un quotidiano percorso di guerra su ogni singolo provvedimento e a Palazzo Madama dovrebbero chiedere il voto di volta in volta anche ai  senatori a vita.

 Il Parlamento potrebbe diventare per Berlusconi un calvario come lo fu per il governo Prodi nella passata legislatura.

In caso di rottura il primo banco di prova sarà in occasione del voto (segreto) sulle pregiudiziali di costituzionalità del ddl intercettazioni, previsto per domani o sabato, nell'occasione i gruppi di opposizione ed anche i finiani?) sono già tutti mobilitati per dare battaglia.

E tra i finiani circola già voce che sia praticabile anche l’ipotesi di ritirare dal governo gli esponenti vicini alle posizioni del presidente della Camera, per dare all’esecutivo un appoggio esterno in piena autonomia, il voto accordato soltanto di volta in volta!

Ma anche in caso di rottura determinata da sanzioni inflitte dal Pdl ad alcuni dei finiani la linea politica non cambierebbe: "Restiamo fedeli al governo e al programma sottoscritto con gli elettori": avrebbe detto la terza carica dello Stato ai parlamentari che oggi in questa giornata decisiva per la maggioranza.

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Luglio 2010 17:30