(Sesto Potere) - Forlì - 23 luglio 2010 - Interrogatori notturni - così come anticipato dal "Corriere di Forlì" - nella caserma della Guardia di Finanza per Fabio Porcellini e Alessandro Fornari, i due uomini d’affari forlivesi coinvolti - per ora come persone informate dei fatti e non risultano indagati - per spiegare il loro ruolo di presunti finanziatori (agli atti il versamento di 4 milioni di euro in totale, ndr) del consorzio segreto (si è parlato di nuova P3, ndr) costituito da Carboni, Lombardi e Martino.
I finanzieri della Polizia Valutaria di Roma hanno acquisito documentazione per conto dei Pm Rodolfo Sabelli e Giancarlo Capaldo.
Ascoltati - come riferisce "il Resto del Carlino di Forlì" - anche Cristiano Ragni ( ritenuto l'anello di congiunzione fra Carboni e gli stessi Porcellini e Fornari ) , Matteo Cosmi, ed i coniugi Alberto Alberani e Serena Salvigni.
Pochi giorni fa Porcellini e Fornari (rispettivamente genero e suocero, commercialista di grido il primo e imprenditore immobiliare il secondo) avevano già parlato della vicenda attraverso il loro legale Giovanni Principato che - come risulta in un articolo del "L'Unione sarda" - aveva dichiarato: «Siamo a disposizione dei giudici per fornire tutte le informazioni necessarie a chiarire la nostra posizione». I finanziamenti a Carboni nei giorni scorsi non erano stati negati: «Si è trattato di investimento di capitali in Sardegna, che è avvenuto nella totale trasparenze e regolarità , come provano anche i versamenti effettuati attraverso bonifici di conto corrente e assegni ircolari».
Anche il quotidiano "La Repubblica" ha pubblicato la notizia delle perquisizioni effettuate a Forlì da oltre 30 finanzieri provenienti da Roma.
Ai finanzieri Porcellini e Fornari - scrive "La Repubblica" - hanno consegnato tutti i contratti stipulati per l'affare dell'eolico, hanno spiegato: "di essere semplicemente stati interessati alla proposta economica di Carboni, conosciuto grazie ad un mercante d'arte , Cristiano Ragni, poi entrato nel coordinamento Pdl di Forlì-Cesena , insieme a Serena Salvigni. Due nomine (ratificate dal segretario Antonio Nervegna, ndr) che hanno scatenato il putiferio nel partito perchè dalle intercettazioni risulta che sia stato Carboni a imporle a Verdini che, secondo gli investigatori, ha poi ricevuto parte di quei quattro milioni partiti da Forlì sui conti della sua banca , il Credito cooperativo fiorentino".
Come è noto, la procura di Roma indaga sulla possibilità che Porcellini e Fornari abbiano messo a disposizione di Carboni i soldi attraverso la Sardinia Reneweble energy project con pagamento in quattro tranche: la prima da 850 mila euro (tra il 29 giugno e il 16 settembre 2009), una seconda da un milione (il 1 ottobre), terza e quarta da 997 mila e 845 mila euro (il 18 novembre) sui conti intestati alla moglie del faccendiere di Torralba e un’altra attraverso un assegno, direttamente sul conto corrente dell’Unicredit di Iglesias, intestato alla sua convivente Antonella Pau.
Il sospetto - si legge nell'inchiesta pubblicata oggi da "L'Unione sarda" - è che quei soldi siano stati utilizzati da Carboni per pagare una tangente (mascherata da contributo per l’acquisto del 30 per cento di un’azienda editoriale), a Denis Verdini. Versamento che i magistrati pensano sia riconducibile alle pressioni che il coordinatore azzurro avrebbe esercitato per facilitare lo sbarco in Sardegna del comitato d’affari che avrebbe voluto mettere le mani sul business dell' eolico.
Come abbiamo visto il filo rosso che unisce Flavio Carboni a Denis Verdini e ai finanziatori romagnoli si dirama dunque tra la Romagna e la Sardegna, con tappa finale in Toscana.
L’epicentro degli affari e dell'attività di questa cosiddetta "nuova P3" (la Procura della Repubblica di Roma parla nell’ordinanza di arresto di Carboni, Lombardi e Martino di una «loggetta» mascherata da centro studi, il Centro studi per l’integrazione europea dell’associazione culturale «Diritto e libertà», fondata 10 anni fa) , sarebbe l' insospettabile Forlì, ricca cittadina romagnola.
E Flavio Carboni - scrive oggi "L'Unione sarda" - vi sarebbe arrivato grazie a Denis Verdini e Marcello Dell’Utri. Il primo a stretto contatto con la città che conta, grazie al suo ruolo di coordinatore nazionale del Pdl. Il secondo diventato protagonista dell’attività culturale del territorio (anche attraverso il rivitalizzato Circolo del BuonGoverno, ndr) grazie all’acquisto dei diari inediti di Benito Mussolini, che avrebbero favorito una sua assidua presenza nella vicina Predappio. Intercettando il telefono di Carboni, i carabinieri sono risaliti ai suoi contatti. C’è tutta la città che conta: Alessandro Alberani e la moglie Serena Salvigni, Cristiano Ragni e Matteo Cosmi, senza scordare proprio il commercialista Fabio Porcellini e suo suocero Alessandro Fornari, ricco imprenditore con interesse nel ramo immobiliare.
I magistrati romani , ma è imminente anche l'apertura di un fascicolo a Forlì, dovranno diradare le nebbie di questo intreccio di affari, soldi e politica.
Il "Corriere di Forlì" conferma che nel blitz notturno delle Fiamme Gialle sono state "visitate" altre abitazioni e uffici e sono state interrogate anche altre persone residenti in città, oltre a Fabio Porcellini e Alessandro Fornari. Persone di cui non si conosce ancora il ruolo esatto in questa vicenda. Alcuni non compaiono nemmeno nelle carte, altri è plausibile che vi siano già finiti perchè già coinvolti nell’intermediazione di Verdini e Dell’Utri.
Imprenditori e politici che hanno segreti da nascondere tremano....
Oggi "L'Unione sarda" pubblica un ampio stralcio di intercettazione telefonica tra Flavio Carboni e Cristiano Ragni, si commenta la decisione dei coniugi Alberani di sfilarsi dall'affare eolico: "Tra i documenti depositati dalla Procura ci sono parecchie intercettazioni che documentano i rapporti tra Flavio Carboni e suoi contatti forlivesi. Il 18 novembre 2009, ad esempio, il faccendiere sardo riceve una chiamata del mediatore finanziario Matteo Cosmi, con il quale torna a parlare della necessità di reperire nuove fonti di finanziamento. È lo stesso Carboni a raccontare di aver parlato al telefono con Marcello Dell'Utri, che lo avrebbe esortato a essere più rapido nell'acquisire «le cose che servono». Nel corso dello stesso colloquio aggiunge che si sarebbe accordato con Cristiano Ragni (uomo di primo piano del Pdl nella provincia di Forlì-Cesena) per «trovare altri Alberani». Si tratta dell'imprenditore che nei mesi precedenti si era accordato con Carboni per versare delle somme per finanziare il progetto-eolico in Sardegna (come già fatto dai suoi concittadini Porcellini e Fornari) e che all'ultimo momento si è tirato indietro. Carboni aggiunge un particolare decisivo: « L'invito di trovare altri finanziatori mi è arrivato da Roma. Perché stiamo preparando una grande offensiva, capito? ».
Alberani a novembre è già fuori dalla partita, ma appena un mese prima era comunque riuscito a ottenere un ruolo di primo piano per la moglie Serena Salvigni, cooptata nel coordinamento regionale del Pdl emiliano-romagnolo, assieme a Cristiano Ragni.
Del “tradimento” dei due e di come questa novità rischi di mandare in fumo i piani di Carboni gli investigatori trovano traccia in un sms che Antonella Pau manda a un'amica: « Alberani si è tirato indietro, non fa più nulla dopo che gli abbiamo sistemato la moglie. Questa è la ricompensa. Matteo [Cosmi, ndr] è molto dispiaciuto, ha fatto di tutto ».
Nelle ore successive a sancire che l'operazione è saltata ci pensa Carboni, al telefono con Cristiano Ragni: il faccendiere sardo esprime comunque parole di apprezzamento nei confronti degli Alberani e il rammarico per aver fatto credere a un contatto romano che le cose fossero a posto. « Abbiamo fatto male a dire all'amico di Roma che potevano essere....no, ma non... non succede nulla, eh. Non succede nulla però diciamo potevamo andare con un'altra motivazione, hai capito ecco ». Da quel giorno i contatti di tipo finanziario sono solo tra Carboni e Porcellini, che rappresenta il suocero Alessandro Fornari".
Gli interrogativi sull'intreccio politico e le frequentazioni di esponenti locali del PdL con questi discussi personaggi (Marcello Dell'Utri e Flavio Carboni , ndr) invece rimangono, tanto che il mondo locale dei partiti è in allarme...
E infatti Federico Balestra, capogruppo IdV in consiglio comunale a Forlì, chiede sia fatta chiarezza e afferma in una nota: "Esprimiamo grandi perplessità dopo i recenti sviluppi nell'indagine sull'Eolico in Sardegna. Sebbene i personaggi politici forlivesi (Ragni e Nervegna, ndr) coinvolti nell'indagine non abbiano l'obbligo di farlo, crediamo in ogni caso che sia opportuno dare spiegazioni in sede istituzionale, visti gli incarichi pubblici che ricoprono, sui rapporti intercorsi con personaggi purtroppo noti alle cronache perché coinvolti in molti scandali degli ultimi trent'anni nel nostro paese. Quello che riteniamo più grave, data la vicenda, sono i tentativi di Carboni di costruire una società segreta, alla pari di quella di cui faceva parte il nostro presidente del consiglio, per cui chiediamo chiarezza esemplare da parte dei soggetti coinvolti. Esprimiamo inoltre apprezzamento per la posizione di Luca Bartolini (che nel frattempo ha chiesto le dimissioni di Nervegna, ndr) a favore delle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di scoprire il tentato sabotaggio ai suoi danni. Come più volte ribadito, sia a livello nazionale che locale, il ruolo delle intercettazioni telefoniche è fondamentale per la riuscita delle indagini. Cancellare uno strumento di questo tipo priva le forze dell'ordine di un potente strumento per l'accertamento del crimine".
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