Elezioni regionali: voto negato a circa 500 mila elettori , inchiesta

Venerdì 26 Marzo 2010 19:04 Notizie - Politica
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 Scheda elettorale(Sesto Potere) - Roma - 26 marzo 2010 - Almeno 500mila elettori vorrebbero esprimere il loro voto alle prossime Regionali, ma non potranno. E’ quanto emerge da un’inchiesta esclusiva del settimanale Il Punto, che è in edicola da oggi. E chi sono questi elettori del diritto di voto negato? Detenuti, ricoverati in ospedali e case di cura, malati in gravi condizioni assistiti a casa, non vedenti e anche italiani all’estero. In linea teorica, la legge garantisce il voto a tutte queste categorie, a patto però di superare mille lacciuoli burocratici, incongruenze, improbabilità, che rendono quasi impossibile esercitare liberamente questo importante diritto sancito anche dalla Costituzione.

“In un Paese che, nelle ultime settimane, è stato investito dalle polemiche sulla par condicio e la libertà di espressione”, ha dichiarato Alessandro Cicero, direttore editoriale del settimanale Il Punto, “la prima forma di ‘pari condizioni’ dovrebbe essere quella elettorale che, in ogni democrazia che si rispetti, non basta assicurare solo nella lettera morta della legge. E’ un aspetto sul quale varrebbe la pena di riflettere seriamente”.

L’inchiesta del settimanale Il Punto affronta innanzitutto il caso dei detenuti: sono non meno di 30mila e non voteranno a causa dell’eccessiva burocrazia. Infatti, per esprimere il proprio voto, il carcerato che sia in possesso del diritto elettorale deve prendere visione di una apposita comunicazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Poi, deve scrivere una dichiarazione alla direzione del carcere, che deve essere inoltrata al sindaco del Comune di iscrizione elettorale entro 3 giorni dalla votazione, a cui spetta la verifica e infine l’invio al detenuto della tessera elettorale.

Poi, ci sono coloro che sono ricoverati in lungodegenza in ospedali e case di cura, oltre 300mila persone: di questi, esprimeranno il proprio voto meno del 10%, secondo la casistica delle ultime due tornate. Dunque, almeno 270mila persone ospedalizzate non apporranno la croce sulla scheda elettorale. A queste, si aggiungono quegli elettori affetti da gravi infermità che li costringono a casa e che vorrebbero esercitare il “voto domiciliare”: anche in questo caso, il malato dovrebbe presentare al sindaco del suo Comune una dichiarazione accompagnata da un dettagliato certificato medico, tassativamente – e in pochi lo sanno – entro un termine perentorio tra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la votazione.

Ci sono poi i non vedenti. Naturalmente possono votare, non prima però di aver fornito tutta la cartella sanitaria. Devono poi recarsi al seggio accompagnati da un fiduciario, suggerire il voto a quest’ultimo, il quale materialmente appone la croce sulla scheda. Molto più semplice la procedura in altri paesi europei, che usano schede elettorali in braille. Un capitolo a parte meritano gli italiani all’estero. Quelli iscritti negli elenchi dell’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) sono quasi un milione, ma i non iscritti superano i 125mila, secondo le stime del Viminale. E se per i primi esiste il diritto nominativo di voto per le elezioni politiche e quelle europee, alle elezioni regionali tanto gli uni quanto gli altri, i non censibili, finiscono tra coloro che non possono esprimere il proprio voto.

articolo di Lucio Castello (Agenzia giornalistica Info)
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