Lavoro: una neo mamma su 5 smette di lavorare entro un'anno e mezzo
(10/5/2009 11:08) |

Roma - 10 maggio 2009 - Lavoro e famiglia: un binomio ancora difficilmente conciliabile in Italia, soprattutto per le donne. A lanciare l'allarme e' la Banca d'Italia che in uno studio sottolinea come una donna su cinque, occupata durante la gravidanza, finisca per lasciare il lavoro dopo la nascita di un figlio.

Un dato particolarmente preoccupante se si considera che, nonostante la significativa crescita registrata negli ultimi anni, l'Italia continua a distinguersi dagli altri paesi europei per un tasso di occupazione femminile ancora modesto.

Circa i due terzi delle neo-mamme che abbandonano la propria occupazione dichiarano di averlo scelto "volontariamente", in prevalenza per difficolta' a trovare il giusto equilibrio tra vita familiare e lavorativa. Tant'e' vero che la probabilita' di lasciare volontariamente il lavoro diminuisce di circa 5 punti percentuali nelle regioni in cui c'e' maggiore disponibilita' di asili nido pubblici (ne usufruisce solo il 7% dei bimbi sotto i tre anni) e arriva addirittura a dimezzarsi in presenza di nonni disposti a fare da baby sitter. La probabilita' di uscita dal mercato del lavoro aumenta invece significativamente per le madri sotto i 24 anni (72%) e per quelle meno istruite (68% tra le donne che si sono fermate alla licenza media contro il 24,5% delle laureate) e addirittura triplica per le mamme che al momento del concepimento lavoravano a tempo determinato.

Il "rischio-abbandono" scende invece per quelle occupate nel settore pubblico (37%): cio' e' probabilmente dovuto sia all'alto "costo-opportunita'" di un'eventuale uscita sia alla maggior flessibilita' consentita dall'impiego pubblico soprattutto in termini di orari. Fra le dipendenti del settore privato, infine, la probabilita' di abbandono sono maggiori per le operaie (37,6% a fronte del 12,9% registrato tra chi ha un ruolo manageriale) e per coloro che lavorano nei settori del commercio e dei servizi.

Fonte : clandestinoweb.com


 

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