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Immigrazione e decreto sicurezza: la clandestinità sarà reato e controlli alle frontiere con esercito e marina
(20/5/2008 15:43)
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(Sesto Potere) - Roma - 20 maggio 2008 - Ci sarà anche il reato di immigrazione clandestina nel pacchetto-sicurezza che il ministro dell’Interno Roberto Maroni si appresta a presentare al Consiglio dei ministri di domani a Napoli. E, ha dichiarato lo stesso titolare del Viminale, "ci saranno molte misure annunciate e molte altre, in particolare i poteri che vengono dati ai sindaci per contrastare i reati che vengono commessi sul territorio, in modo più efficace". "Tutti i sindaci di destra e di sinistra -ha aggiunto Maroni- ce lo chiedono. Nel pacchetto sicurezza ci sarà anche questa importante novità". Maroni esclude che il reato di immigrazione clandestina sia poco efficace e finirà solo per intasare i tribunali e sovraffollare le cerceri. "Non è così, il reato - ha proseguito il ministro dell’Interno - è previsto nell’ordinamento giuridico di molti paesi europei. Noi prevediamo di introdurlo, sia come deterrente per chi arriva clandestinamente, sia per rendere più efficace il provvedimento di esplusione. Questo è l’intendimento che verrà realizzato così come avviene in tutti i più importanti paesi europei".
Acqua sul fuoco intanto nella polemica diplomatica fra Italia e Spagna.
L’auspicio e’ che Jose’ Luis Rodríguez Zapatero voglia spiegare "ai suoi ministri di evitare dichiarazioni che sono inutilmente polemiche e sono contro l’indirizzo del governo spagnolo". Ad esprimerlo e’ il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno. Frattini e’ intervenuto sulle nuove dichiarazioni polemiche che alcuni esponenti del governo di Madrid hanno rilasciato, nel corso del fine settimana, commentando le decisioni che l’Italia si appresta a compiere in materia di immigrazione. "Ci sono state da parte di due ministri, la vicepresidente del Governo spagnolo María Teresa Fernández De la Vega e il nuovo ministro del Lavoro (Celestino Corbacho ndr), dichiarazioni che sono state puntualmente smentite dal presidente Zapatero" ha detto Frattini che ha ricordato che gia’ a Lima il presidente del governo spagnolo aveva "personalmente e poi pubblicamente chiarito in primo luogo che lui vuole lavorare in spirito tradizionale di amicizia e di collaborazione con il presidente Berlusconi e con l’attuale governo italiano".
Per il ministro degli Esteri "le dichiarazioni del ministro del lavoro spagnolo dopo la smentita e dopo il chiarimento del primo ministro siano dichiarazioni imprudenti ed estemporanee". E sono in chiara antitesi "contro l’indirizzo che lo stesso Zapatero aveva dato con le sue dichiarazioni pubbliche". Per questa ragione, ha proseguito Frattini, "confido che il primo ministro spagnolo voglia in qualche modo spiegare, indicare, ordinare, trovate voi la parola, ai suoi ministri di evitare queste dichiarazioni che sono inutilmente polemiche e sono contro l’indirizzo del governo spagnolo. In secondo luogo credo sia interesse della Spagna, oltre che dell’Italia, avere una collaborazione mediterranea per lavorare al governo delle politiche migratorie". Frattini si dice certo che proprio Madrid capisca "perfettamente che senza una collaborazione mediterranea ed europea i flussi migratori che oggi arrivano a Lampedusa domani ricominceranno per le isole Canarie con la stessa con cui arrivavano quando" era responsabile europeo dell’immigrazione. "Io - ha spiegato Frattini - ne so bene quanti ne arrivavano. Poi Zapatero ha avuto la mano dura, anzi durissima, ha espulso decine di migliaia di persone con metodi direi molto rigorosi e molto severi. proprio il rigore di Zapatero in due anni ha portato al calo del 70 per cento dei flussi di clandestini verso le Canarie. Quindi la mano dura di Zapatero semmai per noi e’ un esempio da imitare nelle politiche migratorie italiane".
Il ministro degli Esteri ha spiegato quindi qual e’ lo spirito di fondo con cui approcciare l’argomento. Servono "misure rigorose che rispettino i diritti umani delle persone, ma dicono innanzitutto ai paesi d’origine che coloro che hanno commesso reati, coloro che non possono entrare debbono essere riaccompagnati ai paesi d’origine rispettando ovviamente i loro diritti. Si tratta di persone umane, ci mancherebbe altro. Ma e’ ovvio che non si puo’ avere tolleranza perche’ altrimenti per ogni immigrato illegale che noi in qualche modo incoraggiamo a venire ne arrivano altre dieci. Perche’ loro guardano la televisione, capiscono l’italiano. In tutti questi paesi della cintura meridionale del mediterraneo si guarda la televisione italiana. Quando si dice che il governo e’ tollerante - ha aggiunto - tutti si preparano ad arrivare da noi, e’ evidente". Molto importante, nella gestione complessiva della vicenda, l’appuntamento di Frattini con l’ambasciatore italiano a Madrid. "Gli diro’ che continui nell’attivita’ di sensibilizzazione - ha spiegato - facendo presente che l’Italia e’ prontissima a collaborare in modo intenso con gli spagnoli anche per fare dei pattugliamenti congiunti nel mediterraneo meridionale perche’ c’e’ un’area che interessa noi e loro". Ed e’ proprio sulla collaborazione tra Roma e Madrid che il ministro pone forte l’accento: "Gli immigrati che arrivano dall’Algeria vanno qualche volta verso la Sardegna, qualche volta le verso le isole Baleari. Quindi abbiamo proprio un interesse comune a lavorare assieme". Ragione di piu’ per impedire l’uscita di dichiarazioni "estemporanee, improvvisate, imprudenti. Insomma questi ministri debbono chiedere al presidente Zapatero prima di parlare". Quanto ai mezzi tecnici per effettuare il pattugliamento, l’ex vicepresidente della Commissione europea spiega che si impieghera’ in primo luogo la marina, ma non solo. "Utilizzeremo dei mezzi con un coordinamento europeo che sono la marina, gli elicotteri, gli aeroplani e un pattugliamento anche con una rete satellitare di collegamento. Perche’ se non li intercettiamo vicini ai porti di partenza, quando poi li sorprendiamo in alto mare si trovano in pericolo di vita. Ed e’ chiaro che innanzitutto si deve salvare la vita. Se invece ce ne accorgiamo quando stanno per partire con un mezzo satellitare adeguato, che ovviamente gia’ esiste, noi possiamo intervenire alla partenza". Mezzi di cui l’Italia gia’ disponeva ma che non aveva impiegato "per una mancanza". L’Italia "ha utilizzato poco i finanziamenti europei che sono consistenti. Solo per quest’anno l’Italia avra’ 35 milioni di euro, 70 miliardi delle vecchie lire, che verranno dati dall’Europa solamente per interventi sull’immigrazione. Impiegarli quindi e’ fondamentale". L’ultima battuta, Frattini la dedica all’ipotesi di reato di immigrazione clandestina, di cui si sta ancora "ragionando". "Io credo personalmente che la misura migliore sia affidarsi ad un disegno di legge, cioe’ lasciare al Parlamento la proposta di introduzione del reato perche’ mentre su altre misure come i respingimenti, le espulsioni si puo’ agire con un decreto legge quando si fa un nuovo reato che si mette nel codice penale credo serva un disegno di legge. Non bisogna rinunciare ma adottare un disegno di legge su cui, come si dice, il Parlamento anche con il contributo dell’opposizione e’ sovrano".
Tornando alla polemica esplosa con il governo Zapatero. "Non accettiamo lezioni dagli spagnoli, che sono stati i primi a sparare sui clandestini. Noi li abbiamo qui e dobbiamo trovare il modo di mandarli via". Umberto Bossi è stato molto chiaro rispondendo alle domande dei giornalisti a margine delle celebrazioni per il 156° anniversario della Polizia di Stato a Varese al quale ha partecipato insieme al collega ministro Roberto Maroni, che ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche con il governo Zapatero, sostenendo che dopo che il numero uno della Moncloa ha smentito le accuse di xenofobia nei confronti di palazzo chigi lanciate dalla vicepremier Vega "l'incidente è chiuso".
Quanto agli sbarchi dei clandestini, ripresi negli ultimi giorni, il ministro dell’Interno ha spiegato che "dobbiamo prevenire questi arrivi. Per questo stiamo insistendo con la Libia per l'attuazione dell’intesa firmata che prevede pattugliamenti di navi con equipaggi misti nelle acque territoriali libiche. Si tratta di dare attuazione all’accordo -ha aggiunto- ci sono resistenze che dobbiamo risolvere in tempi brevi". Una proposta, ha detto Maroni, "arriverà nel Consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo, perchè gli sbarchi devono finire". Maroni infine ha nuovamente escluso qualsiasi ipotesi di sanatoria per gli immigratri: "Escluso la possibilità di fare delle sanatorie - ha ribadito Maroni - . La sanatoria appartiene alla stessa categoria dell'indulto e noi siamo contrari tanto alle sanatorie indiscriminate, quanto all'indulto".
"Alleanza nazionale è stata la prima a proporre il reato di clandestinità quando venne varata la legge Bossi-Fini. In quell'occasione trovammo grosse difficoltà e fummo gli unici a tentare di introdurlo. Poi non passò, ma la legge fu comunque considerata buona anche da noi. Restiamo favorevoli all'introduzione del reato di immigrazione clandestina". Lo dice al quotidiano online Affaritaliani.it il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa.
"Si è discusso non sul principio in sè, ma su quale sia il modo migliore per giungere all'espulsione di chi è entrato in Italia in maniera clandestina ed è qui clandestinamente. Sono state prospettate anche altre soluzioni che prevedono percorsi amministrativi e sono tutt'ora allo studio", aggiunge La Russa. "In linea di principio siamo favorevoli all'introduzione del reato di clandestinità. Ma quello che ci interessa non è comunque scrivere che è reato essere clandestini, soprattutto se ciò dovesse comportare una maggiore difficoltà dell'espulsione attraverso i passaggi giudiziari. Il reato è utile soltanto se si riesce a determinare l'espulsione immediata con un giudizio per direttissima, senza prolungare la detenzione di un solo giorno in più del normale".
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ipotizza anche il pattugliamento delle grandi città, organizzando squadre miste: carabinieri e poliziotti affiancati da militari. Che cosa dovrebbero fare esattamente i soldati? "I compiti saranno quelli classici della pubblica sicurezza. Abbiamo esempi molto validi ai quali ispirarci come quello offerto dall’operazione “Vespri siciliani”, dove ai militari vennero assegnate funzioni di agenti di pubblica sicurezza. Ritengo comunque sia meglio mantenere la distinzione tra le forze dell’ordine e l’Esercito perché sia ben chiara la catena di comando e le responsabilità": ha risposto il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista pubblicata da ’Il Giornale’. "Sarà utilizzata anche la Marina per il pattugliamento - spiega - . La Marina però può limitarsi solo a funzione di controllo e non può fare intercettazioni: ci sono regole e trattati internazionali che non possono essere violati. Può segnalare in anticipo a terra l’eventuale arrivo di clandestini per evitarne la dispersione sul territorio".
"Al di la’ delle soluzioni tecniche, e quindi con o senza introduzione del reato di immigrazione clandestina, il decreto sulla sicurezza che sarà varato mercoledì a Napoli renderà piu’ facile l’allontanamento o l’espulsione del clandestino e chiarira’ le competenze dei sindaci. Il provvedimento ha lo scopo di chiarire qual e’ la posizione di chi viene per lavorare, come le colf e le badanti, e di chi e’ qui per deliquere e non rispettare la legge. La posizione di chi lavora e’ giusto che sia diversificata e questa differenza trovera’ un suo spazio nel pacchetto". Lo ha affermato il presidente vicario dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, il quale ha anticipato alcuni dei punti principali del decreto legge in tema di sicurezza che sara’ varato mercoledi’ dal consiglio dei ministri che si terra’ a Napoli.
"Nessun veto di An sull'ipotesi di reato di immigrazione clandestina". E' quanto assicura, in un'intervista al Messaggero il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. "Non c'è nessuna preclusione di ordine giuridico a realizzarlo. E' uno dei punti - osserva - oggetto di approfondimento nel confronto sia politico che tecnico di questi giorni all'interno del governo. In ogni caso l'esigenza di un maggior rigore nei confronti di chi entra clandestinamente o non ottempera a un ordine di allontanamento o a un decreto di espulsione, avrà una risposta più concreta di quanto avvenuto finora. Che ciò avvenga con la nuova figura di reato clandestino o con un'aggravante che equipari lo stato di clandestino a quello di latitante, è oggetto di riflessione". Mantovano spiega poi che "innalzare le sanzioni penali ha un'efficacia limitata se poi continuano a operare sempre i benefici della Gozzini. Il principio su cui si sta lavorando è questo: tanto più un soggetto delinque, tanto meno potrà fruire dei benefici".
“In vista del pacchetto sicurezza che il ministro Maroni sta preparando per il prossimo Consiglio dei Ministri di Napoli, l’Italia dei Valori ribadisce la necessità di affrontare in maniera energica e decisa la preoccupante questione dell’immigrazione clandestina, sostenendo apertamente i provvedimenti che riterremo più validi, anche se proposti dalla maggioranza”. E’ quanto rende noto l’on. Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera per IdV. “Per questo – spiega Borghesi –, oltre al reato di immigrazione clandestina riteniamo di fondamentale importanza introdurre ulteriori tre elementi: il processo per direttissima, l’espulsione immediata con l’accompagnamento coatto dell’espulso presso i luoghi di origine, e l’obbligo di espiazione della pena nelle carceri del proprio paese”.
E intanto Stefano Valdegamberi, assessore regionale alle politiche sociali del Veneto, mette in guardia il Governo a proposito dei provvedimenti annunciati in materia di immigrazione: “Bisogna fare attenzione che il giro di vite sugli immigrati irregolari, toccando anche le badanti, non vada a penalizzare le famiglie e gli anziani. Le assistenti familiari sono attualmente un riferimento irrinunciabile per le politiche sociali pubbliche e pertanto va trovata una via percorribile per poter sanare la situazione di quelle irregolari. Nel Veneto, ad esempio, le casse regionali, i bilanci regionali, risparmiano centinaia di milioni di euro l’anno aiutando le famiglie ad utilizzare il lavoro delle assistenti familiari. Le badanti consentono di mantenere l’anziano o il disabile a casa propria con costi molto più contenuti rispetto all’istituzionalizzazione che, va ricordato, viene pagata dalla Regione Veneto con 440 milioni di euro l’anno per quanto riguarda la non autosufficienza”.
Nella foto in alto Maroni, a lato: Prodi e Zapatero e Nave Vega che recupera battello di sbandati
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