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Immigrazione, case sequestrate alle Mafie ai richiedenti asilo? Paolo Di Giovine e Mauro Antonini: “Prima gli italiani!”

(Sesto Potere) – Roma – 29 agosto 2017 – Dopo lo sgombero dell’edificio di via Curtatone, a Roma, occupato abusivamente da oltre 4 anni da immigrati africani il ministro dell’Interno, Minniti, ha lanciato l’idea di utilizzare le case sequestrate alla Criminalità organizzata a favore dei richiedenti asilo politico. Una proposta che, secondo indiscrezioni provenienti dal Campidoglio, avrebbe già incassato il parere favorevole del sindaco Virginia Raggi. Una proposta, però, che si scontra col parere negativo di alcune personalità politico – amministrative della capitale.

paolo di giovine

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“Come rappresentante di associazioni di quartiere sul territorio romano – commenta Paolo Di Giovine responsabile dell’ Associazione IV Municipio Case Rosse e del Coordinamento Associazioni Roma Est – ci opponiamo fortemente all’idea del ministro Minniti di usare stabili confiscati alla mafia  a beneficio di stranieri extracomunitari sgomberati. Ricordiamo che questi beni immobili sono “italiani” e di conseguenza visto il grave problema dell’emergenza abitativa a Roma, dove migliaia di cittadini italiani attendono da anni una sistemazione , chiediamo che ai nostri connazionali venga garantita quantomeno la precedenza nella distribuzione degli alloggi”.

E’ severo il commento di uno dei massimi promotori cittadini della guerra ai roghi tossici: “Il ministro si

minniti

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occupi dei problemi dei cittadini del nostro Paese, sovente causati proprio da flussi migratori non controllati che innescano malessere sociale e incentivano la micro e macro criminalità, per non parlare del degrado, che gli immigrati irregolari a caccia di una casa e di denaro arrecano alla città”: aggiunge Paolo Di Giovine.

Poche settimane fa l’Associazione che coordina s’è fatta promotore delle audizioni in Commissione Parlamentare Rifiuti e Periferie sul problema dei roghi tossici nei campi nomadi.

“Su questo versante attendiamo ancora risposte, mentre il governo e i parlamentari della maggioranza ci avevano promesso interventi urgenti. Questi ministri si occupano di tutto, tranne dei problemi che riguardano la salute, la sicurezza e le esigenze dei cittadini italiani. E’ ora di dire: basta!”: si lamenta Paolo Di Giovine.

E sul problema casa agli immigrati interviene anche Mauro Antonini, responsabile politico della regione Lazio di Casa Pound Italia: “È curioso vedere come le istituzioni si attivino per trovare soluzioni quando ad essere toccati sono gli immigrati (anche se si fa la domanda per ottenere lo status di rifugiato

Mauro Antonini

Mauro Antonini

non è detto che la si ottenga. Fino a quel momento si tratta di clandestini) e mai si è pensato ad una scelta strategica che risolva l’emergenza abitativa degli italiani indigenti”.

“I beni confiscati alla criminalità organizzata andrebbero consegnati alla comunità, ai cittadini italiani e non “agli amici degli amici”. Fa rabbia, infine, vedere come dalle varie associazioni criminali si vogliano concedere questi immobili ad associazioni che, come nel caso di Piazza Indipendenza, abbiano agito al di fuori della legalità facendo pagare emolumenti agli occupanti stranieri. L’ennesima conferma che questo Stato ha solo interesse a tutelare laddove guadagna e se ne infischia degli italiani”: conclude Mauro Antonini.

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