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Immigrati, il programma di ridistribuzione di migranti procede con lentezza

(Sesto Potere) – Roma – 1 dicembre 2017 – Al 18 settembre 2017 il bilancio della relocation (la ridistribuzione di migranti con evidente bisogno di protezione internazionale tra gli Stati membri dell’Ue) vede 8.598 persone riallocate (7.796 adulti e 802 minori), vale a dire il 21,7% di quelli che sarebbero dovuti partire entro la fine del 2017.

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A questi occorre aggiungere 1.234 richieste approvate e in attesa di trasferimento, 1.126 richieste inviate a uno Stato membro e in attesa di approvazione, 1.284 richieste istruite ma per cui deve ancora essere individuato uno Stato membro destinatario, 3.500 ulteriori potenziali beneficiari. Anche se tutti questi migranti dovessero essere effettivamente accolti entro il 2017, avremmo una chiusura a fine anno di 15.742 riallocati, il 39,8% di quelli previsti.

Oltre alla difficoltà delle procedure e alla manifesta indisponibilità di alcuni Paesi, c’è da segnalare come anche i criteri di eleggibilità fissati dalla Commissione europea non abbiano facilitato il trasferimento dei profughi giunti in Italia. I migranti appartenenti a quelle nazionalità a cui è riconosciuto il diritto alla relocation rappresentano una quota residuale degli sbarcati nel nostro Paese.

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In Italia arrivano migranti solo da tre dei Paesi eleggibili, cioè Eritrea, Siria e Yemen, da cui nel 2016 sono giunti complessivamente 22.059 migranti, pari al 12,2% degli sbarcati, e nel 2017 7.720 profughi, vale a dire il 7,3% degli sbarcati in Italia tra gennaio e settembre. Questo vuol dire che se anche tutti i profughi giunti dai Paesi eleggibili fossero ricollocati, entro fine anno non si arriverebbe comunque alla quota minima prevista di 39.600 migranti.

Questi dati sono contenuti nel capitolo «Sicurezza e cittadinanza» del 51° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2017 presentato oggi a Roma.

In base agli impegni assunti dall’Unione Europea nell’estate 2015, 160mila persone dovranno essere ricollocate da Italia, Grecia e Ungheria verso altri Stati europei entro settembre 2017.

Dato l‘obiettivo della Commissione Europea  di realizzare circa 6000 ricollocazioni al mese, finora dovrebbero essere state trasferite ben 78mila persone. Non è così:  all’11 luglio sono stati ricollocati solo 3056 richiedenti asilo; quindi, meno del 2% del totale delle quote di ricollocazione è stato realizzato. I 28 paesi inizialmente coinvolti nel progetto (poi diventati 31 nei mesi successivi) hanno messo a disposizione appena 9119 posti.

 

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