virginio merola

“Ha assunto ex dirigente Pd come capo di gabinetto senza laurea”: sindaco di Bologna Virginio Merola condannato per danno erariale

(Sesto Potere) – Bologna – 28 agosto 2017 – Trentamila euro di risarcimento per danno erariale. E’ quanto dovranno pagare il sindaco di Bologna Virginio Merola, la sua giunta e due dirigenti comunali per aver assunto   nel 2011  come capo di gabinetto un dirigente Pd come Marco Lombardelli, sprovvisto  sia di laurea che di diploma, aveva una semplice abilitazione professionale da ottico, titolo di studio non conforme per ricoprire l’incarico.

virginio merola

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La terza sezione centrale d’appello della Corte dei Conti ha confermato la condanna in primo grado del novembre del 2014 che aveva però ridimensionato il danno erariale provocato, quantificandolo in 30mila euro, mentre la Procura della magistratura contabile contestava la cifra di 45mila e 539 euro.

La notizia, confermata dal Comune, è stata data dal sito affaritaliani.it che aveva sollevto il caso.

L’indagine della Corte dei Conti era partita sulla base di due esposti presentati da Federica Salsi,
del Gruppo misto (all’epoca militava nel Movimento Cinque Stelle) e Lucia Borgonzoni, della Lega Nord. L’argomentazione dell’assenza di un adeguato titolo di studio  era alla base di un esposto presentato sia alla Procura penale che alla Procura della Corte dei Conti.

Ma il Comune di Bologna interpreta la condanna come l’effetto di “un mero vizio formale in fase istruttoria”.

corte dei conti

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“La Corte dei Conti, sezione centrale d’Appello ha emesso una sentenza di parziale condanna ma non per le ragioni presentate nell’esposto e poi apparse nei resoconti giornalistici. Infatti la Corte dei Conti centrale, contrariamente a quanto rilevato negli esposti, ha stabilito che non è stata commessa alcuna violazione nell’attribuire l’incarico di Capo di Gabinetto a un soggetto non laureato e nell’assegnare un emolumento parametrato alla carriera direttiva. E a questi profili la sentenza dedica molte pagine.
Tuttavia, gli atti assunti dal Sindaco, dalla Giunta e dagli Uffici comunali avevano una carenza formale, non essendo presente anche una motivazione puntuale descrittiva delle esperienze professionali e delle competenze a ricoprire l’incarico”: si legge in una nota dell’ufficio stampa del Comune di Bologna.

“Si tratta di un adempimento formale di motivazione che – nel passato – non era però chiaro fosse dovuto per gli incarichi fiduciari, come sono quelli negli uffici di staff degli organi politici. Poiché gli amministratori sono chiamati a rispondere anche quando la legge non è chiara, in questi anni e su tutto il territorio nazionale non sono state rare condanne di questo tipo. Quindi la sentenza che ha riguardato Virginio Merola non è certo un caso isolato e unico”: si legge nel comunicato del Comune di Bologna.

Il sindaco di Bologna Merola non impugnerà innanzi alla Corte di Cassazione la sentenza e annuncia che “vi darà pronta esecuzione”, nella consapevolezza che: “la sentenza ha comunque riconosciuto la correttezza sostanziale del suo operato e dell’intera Giunta, riscontrando un mero vizio formale in fase istruttoria”.

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