Governo, Tria non firma decreto per 8.000 assunzioni in forze dell’ordine, protestano FILP  e UGL vigili del Fuoco

(Sesto Potere) – Roma – 12 Agosto 2018 –   Giovanni Tria,   ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Conte non ha controfirmato il piano pluriennale straordinario per assumere 8 mila nuovi agenti nelle Forze dell’ordine (1.953 poliziotti, 2.155 carabinieri, 1.125 finanzieri, 861 guardie penitenziarie, 1.300 vigili del Fuoco). Dove, secondo le stime dei sindacati di categoria,  mancano  tra i 40 mila e i 45 mila operatori nelle relative piante organiche. Motivazione? Non c’è la copertura di bilancio. E c’è il rischio di dover attendere il 2019 per mettere in servizio la prima tranche da 350 unità, che saranno spalmate tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria e Vigili del fuoco.

cordella e marangoni

Anppe (Associazione Nazionale Professionisti per la Prevenzione e le Emergenze) Filp (Fronte Italiano per il Lavoro e la Partecipazione) vigili del fuoco  e Ugl Vigili del fuoco  insorgono alle notizie sullo stop: “Leggiamo con stupore e viva preoccupazione le notizie  a proposito della mancata firma del Ministro Tria al decreto per l’assunzione di 8.000 unità nelle Forze dell’ordine e Vigili del Fuoco a causa della mancanza di copertura economica”.

Le organizzazioni sindacali, FILP  Vigili del Fuoco e UGL Vigili del Fuoco , insorgono con i propri responsabili Fernando Cordella e Andrea Marangoni.

“A pochi giorni dall’esultanza mediatica per la firma del medesimo decreto da parte del ministro Giulia Bongiorno – aggiungono Cordella e Marangoni – giunge, purtroppo, il consueto segnale di una incoerenza a cui la passata legislatura ci ha tristemente abituati. Non vorremmo che questa classe politica sia figlia di quella passata, siamo stanchi, lo stesso Ministro dell’Interno in una manifestazione pubblica ha affermato che l’età media dei Vigili del Fuoco è 42 anni, non è possibile andare avanti in questo modo”.

VIGILI-DEL-FUOCO

“Ecco perché serve un cambio di passo, sia in termini di organici ma anche normativi. L’ordinamento licenziato dal Consiglio dei ministri pochi giorni fa non ci convince, serve una profonda svolta”: aggiungono Fernando Cordella e Andrea Marangoni.

Il governo ha fra l’altro  proposto l’integrazione delle funzioni del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,  la rimodulazione dei percorsi di carriera del personale non direttivo e non dirigente che espleta funzioni operative, con innalzamento del titolo di studio richiesto per l’accesso ai ruoli iniziali

Tale documento va completamente destrutturato e impiantato con una visione futuristica del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, unica struttura nazionale pronta in qualsiasi momento a rispondere efficacemente a tutte le emergenze che colpiscono purtroppo il nostro Paese. Per questo non è tempo di propaganda, ma di fatti concreti, la professionalità dei operatori della sicurezza va premiata.

“Urge un cambio di passo – concludono FILP Vigili del fuoco e UGL Vigili del fuoco, perché le emergenze che colpiscono il Paese non aspettano, incendi, incidenti e alluvioni sono all’ordine del giorno.

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