Giovani italiani poco informati su privacy e verifica dei contenuti su Facebook: ricerca di Skuola.net

(Sesto Potere) – Roma – 19 aprile 2017 – Hai letto gli Standard della Comunità di Facebook? Sai chi può vedere i contenuti che pubblichi sul tuo profilo? Conosci le procedure di segnalazione e di blocco? Queste alcune delle domande rivolte a 3130 studenti di scuole medie, superiori e università nell’indagine nell’ambito di una ricerca commissionata da Facebook e condotta da Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza.

facebook-cellulare

facebook-cellulare

L’attività rientra nel progetto Social School, promosso da Facebook Italia e Skuola.net con il supporto scientifico dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza. Il progetto si inserisce tra le iniziative promosse da “Generazioni Connesse”, il Safer Internet Centre italiano coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Direzione Generale per lo Studente, l’integrazione e la Partecipazione.

A partire da questi dati verrà realizzata da Skuola.net una campagna informativa su Facebook mirata proprio a colmare queste lacune, usando anche nuovi linguaggi come video, quiz interattivi, meme e gif per la cui realizzazione saranno coinvolti i ragazzi della redazione IoStudio, progetto promosso dal MIUR. La campagna sarà promossa e realizzata sul sito di Skuola.net e su Facebook, grazie al sostegno della piattaforma. L’obiettivo è proprio quello di comunicare agli adolescenti, attraverso gli strumenti che utilizzano quotidianamente, quali sono i pericoli legati ad una scarsa conoscenza delle impostazioni di privacy su Facebook e di aiutarli a comprendere i benefici dei tool che la piattaforma mette a disposizione per salvaguardare la loro vita online.

Nuove generazioni e sicurezza su Facebook

Le nuove generazioni dimostrano un certo livello di cura nella protezione del proprio account per evitare furti di identità. Quasi 3 su 5 hanno attivato la funzione che segnala quando qualcuno accede (o tenta di farlo) da un dispositivo diverso da quello usato di solito. Uno su 4 non l’ha ancora fatto, ma per scelta, e solo 1 su 6 non conosce l’esistenza di questa funzione. Sono poi il 31% quelli che seguono il consiglio di Facebook di usare una chiave d’accesso unica e difficile da indovinare, a cui si aggiunge un ulteriore 34% che ha scelto una password complicata ma purtroppo uguale ad altre utenze. Inoltre, il 16% usa una parola facile e uguale per tutte le piattaforme e un altro 19% la cambia a seconda del social, scegliendola tuttavia semplice da ricordare. Queste, ovviamente, sono pratiche da evitare. Per fortuna però il 69% dei ragazzi afferma di non aver mai confidato

facebook

facebook

la password a nessuno (solo i più piccoli sono spesso tenuti a svelarla ai genitori). In passato questo azzardo era sensibilmente più diffuso. C’è poi da notare che la tutela della propria identità è strettamente legata alla protezione del proprio device: quasi 8 ragazzi su 10 usano lo smartphone come piattaforma preferita di accesso a Facebook.

Impostazioni della privacy

Ma i dati forse più significativi riguardano il livello di sicurezza associato al proprio profilo. Il 16% degli intervistati, infatti, dice di avere un profilo pubblico. In pratica 1 ragazzo su 6 apre volutamente le porte del proprio Facebook a chiunque, nonostante la possibilità di preservare i propri dati personali sulla piattaforma. A questi si aggiunge un ulteriore 11% per i quali questa non è una scelta precisa ma una conseguenza del fatto che non sappiano cambiare le impostazioni di privacy. Globalmente sono poco più del 70% ad avere un profilo non pubblico.

Condivisione e Tag

I dati dimostrano come sia necessaria un’educazione agli strumenti che Facebook mette a disposizione degli utenti per salvaguardare la vita online. Il 59% degli intervistati, infatti, quando pubblica un post lo rende visibile a tutti gli amici. Il 13% allarga la cerchia degli spettatori agli ‘amici degli amici’. Il 9%, al contrario, seleziona ogni volta la platea. L’esatto opposto del restante 19%, che lascia i suoi post ‘pubblici’, consentendone la visione all’intero popolo della Rete. Non pochi poi condividono la specifica del luogo in cui si trovano sulla propria bacheca: il 5% lo fa sempre e

facebook-smartphone

facebook-smartphone

il 41% a volte. Può però capitare di pentirsi di aver condiviso qualcosa. Cosa fare a quel punto? Non tutti lo sanno: il 14%, infatti, non ha idea di come procedere per modificare o rimuovere un post. Per quanto riguarda la gestione dei tag messi dagli altri utenti, il 23% non ha impostato nessuna opzione per controllare quando qualcuno lo cita e per decidere cosa fare di quel contenuto; il 22% non lo sa proprio fare.

Il Centro della Sicurezza di Facebook

Manca, quindi, una piena consapevolezza di quali siano le regole da adottare per la sicurezza del proprio account. Lo conferma il fatto che, chi ha visitato il Centro per la Sicurezza di Facebook, si mostra più istruito sulla materia, avendo attivato tutte le opzioni necessarie a garantire un livello sufficiente di privacy. Purtroppo, però, più del 70% dei ragazzi non è mai entrato nel Centro di Sicurezza e il 42% non ne conosce l’esistenza. Così, il 21% del campione analizzato non ha mai controllato chi può vedere i dati personali associati al proprio profilo (data di nascita, indirizzo email, numero di telefono). L’11% non sa che alcune informazioni si possano nascondere. E il 58% non ha mai verificato come appare il proprio profilo alle persone che non ha tra gli

facebook

facebook

amici: il 21% perché non lo sa fare, il 37% perché non gli interessa. Quasi tutti invece (91%) sono consapevoli che la foto profilo è pubblica e visibile a chiunque.

Segnalazioni, blocco utenti e falsi miti

Una funzione ben nota è quella che consente di bloccare di altri utenti, su cui la netta maggioranza è ben informata (95%). Sul resto si fa ancora un po’ di confusione. Per un 26% di ragazzi che segnala spesso i contenuti ritenuti inappropriati, richiedendone la rimozione, c’è un 36% che non l’ha mai fatto e un 34% che lo ha fatto una sola volta. Ma c’è da annotare che i segnalatori più assidui lo fanno soprattutto per antipatia verso la pagina o la persona segnalata. Non manca poi qualche falso mito che sarebbe bene sfatare, come quello che la ‘denuncia’ garantisca la rimozione automatica del contenuto da Facebook: per il 43% basta che sia contrario agli standard della comunità, per l’8,5% ciò invece avviene sempre e comunque.

Related News

Comments are closed