Ex capogruppo Pd di Parma Dall’Olio dà mandato ai legali per diffamazione contro M5S Forlì

(Sesto Potere) – Parma – 18 settembre 2018 – L’ex capogruppo Pd di Parma, ora capo segreteria dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna,    Nicola Dall’Olio, ha dato mandato ai propri legali ipotizzando la diffamazione contro Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì. A darne notizia è la Gazzetta di Parma. 

nicola dall’olio

Il casus belli? In conferenza stampa e con un comunicato inviato ad alcuni media (non a SestoPotere, ndr) i due “grillini” forlivesi hanno comunicato di aver  depositato alla Procura della Repubblica di Forlì un esposto che conterrebbe presunte nuove rivelazioni in ordine all’  incarico esterno assegnato dalla Giunta comunale di Forlì allo stesso  Dall’Olio nel suo ruolo di geologo ed esperto di ambiente e consumo di suolo.
Vergini e  Benini hanno riferito  di presunte confidenze concesse da due non meglio precisati  assessori dell’attuale Giunta comunale di Forlì  al consigliere Vergini, e all’attivista del M5S e funzionario comunale Alessandro Ruffilli (che era   presente in conferenza stampa, ndr) , che pure dovrebbe essere vincolato per dovere deontologico alla riservatezza professionale.

Nell’esposto anticipato a mezzo stampa i due grillini raccontano che: “uno dei due assessori avrebbe   rivelato il sospetto che ci  potesse essere, a monte dell’incarico, addirittura un accordo tra lo stesso Dall’Olio e membri della Giunta comunale di Forlì. Accordo in base al quale Dall’Olio avrebbe agito per far vincere all’amministrazione comunale di Forlì, il bando europeo “S.O.S. 4 Life – Save Our Soils for Life” in cambio dell’assegnazione   di quell’ incarico professionale”ncarico professionale”.

benini-e-vergini-

Dall’Olio, che ha denunciato il M5s di Forlì per queste congetture,  si dice “quasi lusingato” dell’attacco subito dai 5 stelle di Forlì: “Mi attribuiscono dei super-poteri straordinari che purtroppo ancora non ho: la capacità di condizionare le scelte delle commissioni valutative di Bruxelles che selezionano i progetti e assegnano i finanziamenti europei a gestione diretta. E quindi la “responsabilità”, meritevole per loro di esposto in Procura, di avere portato al Comune di Forlì un milione di euro di finanziamento per il progetto Life Save Our Soil, salviamo il nostro suolo. Evidentemente conoscono molto poco come funzionano le procedure di selezione dalle parti della Commissione Europea”. 

“Nonostante i provvedimenti di archiviazione della Procura – prosegue Dall’Olio , così come riportato dalla Gazzetta di Parma – i 5 stelle di Forlì continuano a portare avanti, sulla base di illazioni, una campagna diffamatoria, che al di là dei risvolti per l’amministrazione comunale, lede la mia immagine e la mia professionalità. In tutti questi anni mai una volta hanno trattato del merito e del valore del progetto, nè dei requisiti di professionalità per l’incarico di esperto, tutti riportati negli atti pubblici del Comune. La misura è stata ampiamente passata. E per questo ho dato mandato per difendermi a mia volta in sede legale”.

Anche il sindaco di Forlì  Davide Drei e l’intera giunta comunale di Forlì sono intervenuti con una nota scritta , interrogandosi in primis sul ruolo assunto in questa vicenda dal funzionario comunale Alessandro Ruffilli: “è opportuno – si chiedono sindaco e giunta – che un dipendente comunale usi le informazioni di cui viene in possesso in ragione del suo incarico per fare politica?”.

tribunale di forlì

E, poi la giunta comunale , a nome dell’ intera Amministrazione, comunica di “deplorare”  certe “modalità di fare politica che poggiano solo sul dare a chi amministra del disonesto, ma soprattutto condanna chi tira per la giacca l’Autorità Giudiziaria per strumentalizzarne il lavoro a propri biechi fini elettorali”, ricordando che sul caso    il giudice ha già disposto l’archiviazione della posizione dei componenti della giunta Comunale .

Infine, il sindaco Drei e la giunta comunale  avvisano che: “respingendo ogni accusa, si riserva di valutare ogni azione a tutela della onorabilità istituzionale e personale di ogni singolo componente, nelle sedi opportune”, partendo anche da un presupposto logico: “non si capisce come e perché, i componenti di una giunta infamata sistematicamente dai consiglieri comunali 5 Stelle dovrebbero confidare paure e sospetti proprio a loro”.

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