Eternit killer e tubature idriche in cemento-amianto a Forlì, Ragni (Fi) chiede mappa a Drei e spinge Hera alla bonifica

(Sesto Potere) – Forlì – 24 maggio 2018 – Sul territorio nazionale sono 370mila le strutture, dove è presente amianto, per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture in cemento-amianto.

amianto

Di queste 370mila strutture: 50.744 sono edifici pubblici, 214.469 sono edifici privati,20.296 sono siti industriali, 65.593 le coperture in cemento amianto e 18.945 altra tipologia di siti. I dati sono relativi alle statistiche 2018 delle Regioni che hanno risposto al questionario richiesto ed elaborato da Legambiente. Una mole impressionante di dati inseriti nel dossier “Liberi dall’amianto?”, presentato pochi giorni fa a distanza di 3 anni dall’ultimo report.

Fra le regioni che hanno risposto a questo censimento c’è anche l’Emilia-Romagna.
Di fronte a questa situazione, le procedure di bonifica e rimozione dall’amianto nel nostro Paese sono ancora in forte ritardo: sono 6.869 gli edifici pubblici e privati bonificati ad oggi su un totale, ancora sottostimato, di 265.213.

Tallone d’Achille resta lo smaltimento dell’amianto, non sufficienti gli impianti di smaltimento presenti e previsti sul territorio. In Emilia-Romagna esistono due impianti specifici per lo smaltimento dell’amianto, ma la stessa regione ha indicato la necessità di averne di nuovi per favorire la necessaria azione di risanamento e bonifica per marginalizzare il rischio sanitario.

Legambiente cita dati Inail che ci ricorda come in Italia vi siano 21.463 casi di mesotelioma maligno (un tumore associato soprattutto all’esposizione all’amianto ) tra il 1993 e il 2012, di cui il 93% dei casi a carico della pleura e il 6,5% (1.392 casi) peritoneali, e oltre 6mila morti all’anno.
E a livello regionale tra i territori più colpiti c’è l’
Emilia Romagna con 2.567 casi (1.860 uomini e 707 donne) documentati tra l’1 gennaio 1996 e il 31 dicembre 2017. A Forlì-Cesena 2,9 casi di mesotelioma maligno ogni 100.000 persone tra gli uomini e 0,8 casi ogni 100.000 persone tra le donne.

amianto-eternit

Questo il dato relativo alle coperture di cemento-amianto e all’esposizione da mesotelioma maligno, ma esiste anche l’annoso problema delle tubature in cemento-amianto presenti in quasi tutti gli acquedotti italiani, ed anche nella nostra regione. Decine di chilometri di tubature (per lo più obsolete) realizzate in cemento-amianto, che con il normale degrado del

materiale potrebbero disperdere fibre notoriamente cancerogene nelle reti idriche cittadine”: ricorda Fabrizio Ragni , coordinatore provinciale di Forza Italia e capogruppo comunale a Forlì degli azzurri.

Secondo stime recenti, degli 805 chilometri di condutture idriche che portano acqua nelle case dei forlivesi, nel territorio comunale, 233 chilometri cioè il 29% è fatto di amianto.
A Cesena sono presenti 43 chilometri di condutture idriche in cemento-amianto.
In tutta la Romagna 2.300 i km di tubazioni in cemento-amianto.

La sostituzione dei tubi di cemento-amianto procede a rilento. La rimozione è prevista infatti solo nel caso di rotture o per sostituire le condotte obsolete con tubi in polietilene.

A nostro parere , nonostante la legge sia un po’ elastica in materia, è necessario avviare un piano generale di bonifiche e sostituzione delle reti, oltre all’ordinaria manutenzione, per minimizzare o portare a zero il rischio delle fibre di amianto disperse nell’acqua. Chiediamo al sindaco della nostra città, massima autorità responsabile della salute pubblica, di attivarsi presso Hera spa, che controlla l’acqua trasportata attraverso i tubi di amianto fino ai rubinetti delle nostre case, affinché si verifichi l’eventuale presenza di particelle del materiale tossico nelle tubature, se ne dica capillare informazione all’opinione pubblica e si proceda

fabrizio ragni

con la rimozione e/o sostituzione delle vecchie reti utilizzate per le acque destinate ad usi potabili”: propone il capogruppo comunale a Forlì di Forza Italia, Fabrizio Ragni.

Avviare un piano di sostituzione delle reti acquedottistiche obsolete in cemento-amianto con materiali che non ne rilasciano costerebbe alcuni milioni di euro.

Sarebbe un intervento comunque alla portata di un gestore quotato in borsa, come Hera spa, che delle risorse ambientali ha fatto comunque un business”: insiste Ragni.

Per conoscere nel dettaglio le ultime statistiche sulla presenza di amianto in città correlate al rischio sanitario e per avere notizia sullo stato delle reti acquedottistiche forlivesi in cemento-amianto ed eventuale presenza di amianto nell’acqua destinata al consumo umano, il capogruppo di Forza Italia, Fabrizio Ragni, presenterà al sindaco un question time, da discutere nella prima seduta utile del consiglio comunale di Forlì.

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