Difesa del suolo, opere irrigue e idrauliche dell’Emilia-Romagna: visite e convegni

(Sesto Potere) – Bologna – 21 maggio 2018 – “Politiche dell’acqua, motore di vita e investimento per l’economia” è il titolo dell’edizione 2018 della Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione promossa dall’ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue. Dal 19 al 27 maggio si svolgeranno in tutta Italia appuntamenti organizzati dai vari Consorzi di bonifica locali.

consorzio bonifica parma

Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale (che copre un comprensorio di oltre 2.000 km quadrati dislocati fra 5 province: Ravenna, in prevalenza, Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara e Firenze) ha in programma un calendario di appuntamenti, a partire dalle tante visite guidate per gli “impianti aperti”.

Nel distretto di pianura le visite riguarderanno le opere irrigue e idrauliche in gestione al Consorzio: gli impianti di Solarolo, Faenza, Imola, Castel Bolognese e Alfonsine, la cassa di espansione e l’impianto idrovoro di Alfonsine, la chiusa del fiume Senio fra Tebano e Castel Bolognese.

Nel distretto montano, invece, le visite saranno effettuate agli invasi collinari di Casalfiumanese, Casola Valsenio, Brisighella e Faenza.

In quest’ottica si è svolta la visita del prefetto di Ferrara, Michele Campanaro, agli impianti e strutture del Consorzio di Bonifica “Pianura di Ferrara”: una sorta di “seminario itinerante” agli impianti idrovori di Sant’Antonino, di Baura, di Marozzo e di Codigoro nel ferrarese.

La provincia di Ferrara vanta, infatti, un’antica tradizione nelle attività di bonifica, iniziata fin dal dominio degli Estensi e che, a partire dalla metà dell’800, con l’introduzione di macchine a vapore per l’azionamento delle idrovore di sollevamento delle acque, è proseguita con lo sviluppo di tecniche di alto

ferrara_bonifica

valore ingegneristico.

Il complesso di infrastrutture di bonifica di questo territorio – ha sottolineato il prefetto – rappresenta uno dei pilastri su cui regge non solo l’intero sistema agricolo provinciale ma, ancor di più, l’intera sicurezza idraulica del territorio, considerata la vulnerabilità di una provincia che, per il 50%, risulta ad una quota idrometrica inferiore a quella del mare.

Inoltre, martedì 22 maggio, alle ore 10, a Castel Bolognese verrà inaugurato l’impianto idroelettrico presso il Mulino di “Scodellino” (via Canale, 7), mentre giovedì 24 maggio ci sarà la visita guidata degli alunni delle scuole primarie di Sant’Agata sul Santerno e di Bagnara di Romagna all’impianto idrovoro Tratturo e alla cassa di espansione di Alfonsine.

Ed è in questo contesto che ingegneri, geologi, geometri e tecnici specializzati di bonifica provenienti da Emilia Romagna, Lombardia e Liguria (vedi foto di gruppo in alto, ndr) si sono dati appuntamento   per approfondire e condividere le esperienze avanzate più replicabili ed esportabili nella sede del Consorzio della Bonifica Parmense. All’ordine del giorno: le soluzioni ingegneristiche-geologiche, tecniche e tecnologiche, più avanzate e meno impattanti sull’ambiente a beneficio del territorio di monte e di valle nella lotta quotidiana al fenomeno del dissesto idrogeologico

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