Crisi, Produzione industriale, Istat: calo dell’1,8% a luglio e dell’1,3% nell’anno

(Sesto Potere) – Roma – 12 settembre 2018 – A luglio 2018 l’Istat  stima – nel documento pubblicato oggi –  un calo della produzione industriale  dell’1,8% rispetto al mese di giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Mentre su  base annua si registra un calo del -1,3%. Si tratta del dato peggiore registrato da tre anni a questa parte, che dimostra tutta la fragilità del nostro sistema economico

industria

L’indice  mostra diminuzioni congiunturali e variazioni negative in tutti i comparti,  beni strumentali (-2,2%), beni di consumo (-1,7%) e  beni intermedi (-1,2%); in misura più contenuta diminuisce la produzione del settore l’energia (-0,8%).

Le maggiori flessioni si registrano   nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%).

Nella media dei primi 7 mesi, invece, la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua. Il segno + a luglio riguarda solamente  i beni strumentali (+0,7%).   I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+1,3%).

“Il brusco calo della produzione si affianca alla frenata registrata dai consumi (le vendite al dettaglio sono in calo del -0,1% sul mese e del -0,6% sull’anno), aggravando ulteriormente un quadro già cupo: la crescita dei prezzi sta continuando ad erodere i redditi, determinando un forte impoverimento delle famiglie e, quindi, l’aumento dei poveri”: pubblica una nota Federconsumatori.

crisi economica

Le percentuali appena riportate – afferma l’associazione – non sono soltanto banali numeri che restano sulla carta ma si ripercuotono direttamente e drammaticamente sulla vita dei cittadini, che si trovano ad affrontare una crisi economica che non accenna a scomparire.

Finché non si costruiranno le basi stabili necessarie ad una crescita duratura – aggiunge Federconsumatori – non sarà possibile uscire da questa spirale: la domanda interna si trova in una situazione di stallo e non si sbloccherà senza interventi mirati e investimenti pubblici che le restituiscano nuovo slancio.

“Redistribuire i redditi e rilanciare l’occupazione è fondamentale per aprire una nuova fase di crescita improntata all’equità ed al riequilibrio delle disuguaglianze” – dichiara Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori – Il nostro Paese ha assoluta necessità di interventi che imprimano una svolta radicale e che, attraverso investimenti per crescita, sviluppo e occupazione, consentano finalmente una reale ripresa dell’economia”.

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