Consumi, la crescita del potere d’acquisto si ferma. La ripresa non decolla e le famiglie tornano a intaccare i risparmi

(Sesto Potere) – Roma – 5 ottobre 2017 –  I dati dell’Istat sul secondo trimestre dell’anno fotografano lo sforzo positivo delle famiglie ad accentuare i consumi – probabile conseguenza della mutata percezione sulla situazione economica – a fronte però di un reddito reale stazionario. A sottolinearlo, in una nota, l’ufficio economico Confesercenti.

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I consumi infatti sono aumentati nel suddetto trimestre di due decimali in più della crescita del potere d’acquisto delle famiglie – la spesa per consumi finali è salita del 2,6% (con i dati deflazionati siamo in linea con le previsioni contenute nel Def, all’incirca dell’1,4%) – determinando di conseguenza una caduta della propensione al risparmio.

“Questo, dal nostro punto di vista, potrebbe destare più di qualche preoccupazione: anche se nel breve periodo comporterebbe una variazione positiva dei consumi il rischio che si potrebbe presentare, nel caso di un consolidamento della ripresa, è che la crescita dei consumi non si stabilizzi, poiché le famiglie si orienterebbero ad irrobustire il risparmio precedentemente intaccato”: afferma in una nota Confesercenti.

“Inoltre, sul fronte dell’aspra concorrenza tra le diverse tipologie distributive alcuni settori, in particolare, spingono ad un forte livellamento di prezzi e prestazioni verso il basso con effetti distorsivi sull’inflazione e sui consumi finali. Per ampie fasce imprenditoriali della distribuzione le prospettive non appaiono buone ed il sentiero della crescita sembra ancora tutto in salita”: puntualizza sempre Confesercenti.

Infine, per quanto riguarda il capitolo dell’evasione, ci sono nuove forme di ‘grey economy’ (l’economia grigia)  coloro che sono obbligati a lavorare in nero o nell’economia sommersa, ad esempio, che sfuggono in buona parte al regime di tassazione comprese anche alcune  attività dell’economia digitale.

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