Commercio, in 10 anni oltre 108mila negozi hanno chiuso per sempre i battenti

(Sesto Potere) – Roma – 10 ottobre 2017 – Estate gelata per il commercio. Dopo il calo di luglio, nonostante i saldi nel settore abbigliamento, agosto segna il secondo mese consecutivo di brusca frenata per le vendite del commercio al dettaglio, con una diminuzione sull’anno del -0,5% in valore e del -1% in volume. A soffrire sono soprattutto i piccoli negozi, che registrano uno dei peggiori risultati degli ultimi 3 anni. A sottolinearlo, in una nota, è l’ Ufficio economico Confesercenti.

SALDI_ESTIVI

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Le imprese operanti su piccole superfici mostrano un andamento assolutamente in controtendenza rispetto alla GDO, con un calo ad agosto del -2,4% sull’anno, rispetto ad una crescita dell’1,4% delle imprese operanti su grandi superfici. Si tratta di una delle peggiori performance nell’ultimo triennio – la seconda dopo il crollo di aprile di quest’anno – ed in volume rappresenta una caduta di quasi 3 punti percentuali.

La gravità della situazione appare inoltre inversamente proporzionale alla dimensione dell’attività, con le piccole imprese fino a 5 addetti che segnano una riduzione delle vendite del -3,1% sull’anno e del -2,7% nei primi 8 mesi, con un calo in volume, rispettivamente, di circa 3,6 e 3,4 punti.

Dati, prosegue l’Ufficio economico Confesercenti, che dimostrano come nel commercio continui ad allargarsi la forbice tra piccoli e grandi, che questo agosto ha raggiunto una differenza di 3,8 punti. È evidente che ormai il commercio tradizionale si trovi in condizioni in cui è sempre più difficile operare: i piccoli imprenditori, stretti tra l’incudine della liberalizzazione e la crescita impetuosa dell’e-commerce,

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vedono sempre di più restringersi gli spazi di mercato.

“Per questo, riteniamo indispensabile inserire nella prossima Legge di Bilancio misure urgenti volte a ridurre gli scompensi tra piccoli esercizi di vicinato e GDO. Il regime di deregulation ha alterato l’equilibrio del settore distributivo italiano, provocando un vero e proprio processo di abbandono delle attività tradizionali: negli ultimi dieci anni sono già stati oltre 108mila i negozi a chiudere per sempre i battenti, un bilancio che riteniamo sia destinato a peggiorare entro la fine di quest’anno. Un impoverimento per il tessuto imprenditoriale ma anche per le nostre città, sempre più a rischio di desertificazione commerciale. Un trend che occorre invertire anche sostenendo l’innovazione nella distribuzione, utilizzando le risorse di Impresa 4.0 anche per sostenere un rilancio del commercio di prossimità attraverso l’adozione di tecnologie che ne aumentino la competitività”: si legge in una nota di Confesercenti.

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