Cna: ecco le città più tassate d’Italia

(Sesto Potere) – Roma – 17 luglio 2018 –  Oggi la CNA ha presentato a Roma il Rapporto 2018 dell’Osservatorio permanente sulla tassazione delle piccole e medie imprese. Il Rapporto,  giunto alla quinta edizione,  esamina la dinamica e le differenze del Total tax rate, cioè l’insieme di tutte le imposte e tutti i contributi sociali obbligatori che pesano sulle   imprese artigiane, micro, piccole e medie in 137 comuni italiani, inclusi tutti i capoluoghi di regione e di provincia.

calcoli tasse

La tassazione complessiva su queste imprese è ulteriormente aumentata, sia pure di poco, rispetto al 2017 e si conferma fra le più alte d’Europa,  e la pressione fiscale media prevista sulle pmi, sempre che non intervengano correttivi, quest’anno tornerà a salire.

Incredibile, però, risulta anche la differenza tra città e città a parità d’impresa.

La differenza fra la città più virtuosa dal punto di vista fiscale, prima in classifica con un Total tax rate del 53,8%, e l’ultima della lista, con il 73,4%, è quasi di venti punti.

Un abisso che si conferma anche nella classifica del Tax free day, vale a dire il giorno dell’anno nel quale l’imprenditore smette di lavorare per l’ingombrante socio fiscale e comincia a lavorare per sé e per la sua famiglia. Nel Rapporto la prima città si libera il 14 luglio, l’ultima il 24 settembre.

Un divario di quasi due mesi e mezzo.

L’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa “tipo” italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito.

tasse

Resta Reggio Calabria il capoluogo con la maggiore tassazione per le piccole imprese con un Total tax rate del 73,4% (+0,2% rispetto all’anno scorso); seguita da Bologna (72,2%), poi da Roma e Firenze (69,5%), Catania (69%), Bari 68,5%), Napoli (68,2%), Cremona e Salerno (67,3%), Foggia (66,8%).

Le città meno tassate sono Gorizia, dove il Total tax rate incide solo per il 53,8%, poi Udine con il 54,5%, Imola (54,9%), Cuneo, Trento e Belluno (55%), Sondrio (55,3%), Carbonia (55,8%), Arezzo (56,1%) e Mantova (56,2%).

La differenza fra la città più virtuosa dal punto di vista fiscale (Gorizia), prima in classifica con un Total tax rate del 53,8%, e l’ultima della lista (Reggio Calabria), con il 73,4%, è quasi di venti punti.

Anche le città capoluogo dell’ Emilia-Romagna mostrano una crescita continua della tassazione per le imprese : a Forlì è al 63,3%  del   reddito ed a Cesena al 63,1%  entrambi dati peggiori della media nazionale (con tassazione al 61,4%), nelle altre due città romagnole le imprese di Rimini pagano il  60,1% delle tasse sul reddito maturato  e Ravenna il 60%).

Numeri da capogiro.

Per capirci: con un reddito   di 50.000 euro all’anno a Forlì, nel 2018, un’azienda pagherà 31.672 euro di tasse, potendo disporre di  18.328 di liquidità. Con queste cifre sono ridotti all’osso i margini per nuovi investimenti, sviluppo di impresa e creazione di nuovi posti di lavoro.

 

 

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