Buco da 3,5 mld nei conti pubblici. Centrella (Selp): In vista nuovi tagli al welfare

(Sesto Potere) – Roma – 5 dicembre 2017 –  La Commissione Europea ha fatto sapere che la Legge di Stabilità approntata dal governo Gentiloni si porta dentro un buco di 3,5 miliardi di euro che andranno recuperati al più presto con una manovra aggiuntiva. In questa fase elettorale il governo smentisce, ma in realtà per dar seguito ai suggerimenti dell’Europa dovrà al più presto predisporre un nuovo piano di rientro. Che vista l’entità dell’importo non sarà indolore.

Giovanni Centrella

“Temiamo che per assolvere alle prescrizioni della Commissione Europea il governo, quello in carica o quello che sarà decretato dalle urne dovrà approntare una nuova infornata di tasse o peggio ancora aggravare la politica dei tagli alla spesa sociale, al welfare ed alle pensioni”: è l’allarme lanciato da Giovanni Centrella, segretario generale del Selp – Sindacato europeo lavoratori e pensionati.

Il vice presidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, ha esortato il governo a dire la verità agli italiani sullo stato dei conti pubblici e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e il premier, Gentiloni, hanno bollato come “intollerabili” queste esternazioni.

“Diatriba verbale a parte – aggiunge il segretario Centrella – è più che ovvio che il governo dovrà rispondere alle osservazioni dell’Europa che in realtà sono ispirate da analisi di spesa concrete: nel 2019 il debito pubblico non scenderà sotto il 130% come previsto e promesso, anzi, aumenterà dello 0,5% nel

Commissione europea

2017, del 0,8% nel 2018 e di 2,9% nel 2019, e s’è preferito peggiorare i conti pubblici del Paese pur di trovare i fondi per salvare le banche. Per non parlare della nostra crescita che continua a rimanere la più debole di tutta Europa”.

L’analisi del segretario generale del Selp – Sindacato europeo lavoratori e pensionati , Giovanni Centrella, si sofferma soprattutto sulla riduzione delle risorse statali che aggraveranno la frammentazione delle competenze istituzionali (disperse tra Ssn, Inps ed enti locali) in materia di servizi socio-sanitari.

“Per coprire il maxi buco da 3,5 miliardi il governo indebolirà ancora di più i servizi sociosanitari residenziali pubblici o privati accreditati. A pagarne le spese gli anziani non autosufficienti che in Italia sono 2,8 milioni a fronte di soli 270.000 posti letto disponibili. E mentre il governo allunga l’età pensionabile i cittadini oltre i 64 anni ‘vantano’ redditi pressoché invariati tra 2006 e 2014, ovvero non

gentiloni e padoan

adeguati al costo crescente della vita, per non parlare dei redditi dei giovani tra 19 e 34 anni che calano di circa 20 punti. E mentre si ridurrà progressivamente la capacità di spesa dei futuri pensionati e di anno in anno diminuiscono i fondi pubblici destinati al welfare, le proiezioni demografiche stimano un rapporto tra anziani e popolazione attiva che raggiungerà quota 60 a 100 nel 2065. Uno scenario preoccupante che dovrà essere risolto non con soluzioni estemporanee ed elettorali – come accade oggi, alla vigilia delle elezioni politiche – ma con scelte avvedute e responsabili”: conclude il segretario del Selp – Sindacato europeo lavoratori e pensionati, Giovanni Centrella.

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