WhatsApp

Antitrust, multa da 3 milioni di euro a WhatsApp, ha indotto gli utenti a condividere i loro dati con Facebook

(Sesto Potere) – Roma – 14 maggio 2017 – L’ Antitrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione dell’11 maggio, ha chiuso le due istruttorie, avviate nel mese di ottobre 2016, nei confronti di WhatsApp Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo.

WhatsApp

WhatsApp

Nel primo procedimento, l’Autorità ha accertato, comminando a WhatsApp Inc. una sanzione di 3 milioni di euro, che la società ha, di fatto, indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini di Utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione. Coloro che erano già utenti alla data della modifica dei Termini (25 agosto 2016) avevano, invece, la possibilità di accettarne “parzialmente” i contenuti, potendo decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, a utilizzare l’app.

La condotta in esame è stata attuata attraverso una procedura in-app di accettazione dei nuovi Termini caratterizzata dall’informazione sulla necessità di tale accettazione, entro 30 giorni, a pena di dover interrompere la fruizione del servizio; l’inadeguata evidenziazione della possibilità di poter negare il consenso alla condivisione dei dati con Facebook, la pre-selezione dell’opzione (opt-in) e la difficoltà,

facebook-cellulare

facebook-cellulare

infine, di poter esercitare concretamente tale opzione una volta accettati integralmente i termini.

L’altro procedimento istruttorio, avviato, nei confronti di WhatsApp Inc., per presunta vessatorietà di alcune clausole del modello contrattuale sottoposto all’accettazione dei consumatori che vogliano usufruire dell’applicazione WhatsApp Messenger.

“Si tratta di una vittoria degli utenti contro lo strapotere dei social network, che impongono condizioni spesso sfavorevoli ai consumatori nell’utilizzo delle applicazioni – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – La condivisione di dati e informazioni personali è materia delicatissima perché attiene alla vita privata delle persone, e non può essere estorta in modo scorretto o poco trasparente ma, al contrario, devono essere fornite all’utente tutte le informazioni necessarie a consentirgli una scelta consapevole. Per tale motivo – prosegue Rienzi – riteniamo sacrosanta la sanzione inflitta dall’Antitrust perché va nella direzione di tutelare i diritti dei consumatori e garantire la trasparenza”.

 

Related News

Comments are closed