Altre 4 specialità tra i Presidi Slow Food dell’Emilia-Romagna

(Sesto Potere) – Bologna – 6 luglio 2018 – Altri quattro Presidi di Slow Food vanno ad aggiungersi ai tredici riconosciuti in Emilia-Romagna, piccoli ma preziosissimi gioielli dell’agroalimentare di qualità: la Pecora cornigliese di Parma, il Carciofo violetto di San Luca, nel bolognese, la Ciliegia Moretta di Vignola (Mo) e la Pesca dal buco incavato di Massa Lombarda (Ra).

EmiliaRomagna-prodotti

Oggi sono 13 i Presidi Slow Food riconosciuti in Emilia-Romagna, su circa 300 in tutta Italia, per un totale di una quarantina di piccole realtà produttive. Un elenco di produzioni di nicchia di alto pregio che comprende specialità di norcineria come il Culatello di Zibello (Pr), la Mortadella classica di Bologna, la Mariola delle aree collinari piacentine fino alla Bassa parmense, i Salumi rosa tradizionali bolognesi, oltre alla Spalla cruda, sempre della Bassa parmense.

Nella lista figurano poi prelibatezze rare come l’Anguilla marinata di Comacchio (Fe) e il Salmerino del Corno alle Scale, animali d’allevamento come i bovini di Razza romagnola, la Vacca bianca modenese e i suini di Mora romagnola, il formaggio Raviggiolo dell’Appenino tosco-emiliano, il Sale marino artigianale di Cervia e la Pera cocomerina dell’Alta Vale del Savio.

A questi presidi se ne aggiungeranno presto altri quattro: la Pecora cornigliese di Parma, il Carciofo violetto di San Luca, nel bolognese, la Ciliegia Moretta di Vignola (Mo) e la Pesca dal buco incavato di Massa Lombarda (Ra).

Alla viglia del 9^ Congresso di Slow Food Italia, in programma da giovedì,  6 luglio, fino a domenica prossima a Montecatini , s’è svolta una conferenza stampa  – a cui hanno partecipato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ed il fondatore e presidente dell’associazione internazionale, Carlo Petrini – per presentare i contenuti della collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Slow Food per recuperare e promuovere le produzioni agroalimentari locali di qualità a rischio di scomparsa e valorizzare il patrimonio di tradizioni enogastronomiche

Vacca bianca modenese

locali.

Un’alleanza ad ampio raggio, quella tra la Regione e l’associazione internazionale del “cibo buono, pulito e giusto per tutti”, che fa perno anche sui temi della salvaguardia della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile e destinata a trovare nuova spinta dalla costituzione nelle prossime settimane di un gruppo di lavoro misto che avrà il compito di definire il programma delle iniziative da realizzare insieme nel prossimo biennio.

Le iniziative comuni che verranno decise seguiranno a quelle già previste dal protocollo di intesa siglato nella primavera scorsa.

Un documento che, accanto allo studio di progetti comuni per far conoscere al grande pubblico e ampliare il patrimonio dei prodotti tradizionali di alta qualità, i cosiddetti “Presidi Slow Food”, mette l’accento anche sulla formazione professionale, per consentire ai piccoli produttori di acquisire un bagaglio di conoscenze ed esperienze necessario per confrontarsi con il mercato globale, oltre ad insistere sull’educazione dei giovani.

Al riguardo è già stato definito un calendario di incontri negli istituti agrari per sensibilizzare gli studenti sull’importanza della biodiversità e della sostenibilità delle produzioni.

E tra le prossime iniziative c’è la partecipazione della Regione all’edizione 2018 di Terra Madre – Salone del gusto, la maxi-kermesse internazionale organizzata da Slow Food che si svolgerà dal 20 al 24 settembre al Lingotto di Torino.

Pera cocomerina dell’Alta Vale del Savio

Ed oltre alle iniziative di formazione e divulgazione negli istituti agrari – ne sono già stati fissati tre a BolognaPiacenza e Faenza – e ad altri tre incontri di carattere informativo sull’etichettatura dei prodotti di montagna organizzati nel prossimo ottobre a ParmaSasso Marconi (Bo) e Forlimpopoli (Fc), tra gli appuntamenti di spicco nell’ambito dell’accordo di collaborazione con Slow Food figura la partecipazione della Regione alla prossima edizione del Salone del Gusto, in uno spazio co-organizzato con Slow Food Emilia-Romagna per garantire la massima visibilità ai progetti comuni e ospitare la presentazione e degustazione dei prodotti regionali di qualità certificata e di quelli dei presidi.

 

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