30° anniversario omicidio Ruffilli, il capo dello Stato Mattarella a Forlì

(Sesto Potere) – Forlì – 16 aprile 2018 – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Forlì per le celebrazioni promosse in occasione del 30° anniversario della morte del senatore Roberto Ruffilli ucciso dalle Brigate Rosse il 16 aprile 1988.

mattarella lapide ruffilli

Al suo arrivo, il Presidente Mattarella ha deposto una corona di fiori ai piedi della lapide che ricorda l’agguato terroristico in cui perse la vita il parlamentare. Il Capo dello Stato ha quindi visitato la sede della Fondazione Roberto Ruffilli.

Al termine si è svolta la cerimonia commemorativa presso il Teatro Diego Fabbri: dopo i saluti del sindaco di Forlì, Davide Drei e del Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sono intervenuti Pierangelo Schiera, Presidente della Fondazione Ruffilli, Martina Derosa, studentessa del Liceo Classico “G.B. Morgagni” di Forlì, e il prof. Massimo Cacciari.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella che a seguire pubblichiamo:

“Abbiamo ascoltato con grande attenzione e vero interesse quello che ci hanno detto il sindaco Drei, la

Mattarella assiste alla scopertura della tabella stradale in onore del prof. Roberto Ruffilli

studentessa Martina Derosa, il professor Schiera e il professor Cacciari con la consueta ricchezza argomentativa. Desidero rivolgere, attraverso il Sindaco e tutti i presenti, un saluto alla città che oggi si raccoglie intorno al ricordo di Roberto Ruffilli e che abitualmente è piena di vivacità, di attività, di interessi, di grande ruolo nel nostro Paese. Un saluto anche agli altri sindaci presenti, un ringraziamento per il lavoro e un incoraggiamento per il loro ruolo, a tutte le autorità presenti e al Presidente della Regione. Vorrei soltanto sottolineare quanto ci è stato poc’anzi detto con tanta efficacia sulla figura di Roberto Ruffilli: è stato messo in evidenza il suo carattere mite, la sua grande passione per lo studio riversato in concreto nell’insegnamento e nell’impegno nella società e nella vita politica. Desidero anch’io darne personale testimonianza.

mattarella all’interno della fondazione ruffilli

Ruffilli era una persona di cui era difficile non avvertire il fascino per l’acuta intelligenza, per la trasparenza della sua persona, per la grande, elegante ironia con cui si esprimeva sovente. Il suo

impegno di riversare nel concreto – nell’insegnamento anzitutto, e poi nelle istituzioni e nelle varie attività e impegni nella società – è stato davvero esemplare, sempre ricordando la democrazia, la Costituzione e la cittadinanza intesa come patto tra cittadini e Stato.

Questo ricorda il titolo fortunato del suo libro con Piero Alberto Capotosti: ‘Il cittadino come arbitro’, definizione e contenuto di quel lavoro che si pone in perfetta continuità e corrispondenza con l’articolo 2 della nostra Costituzione, che dice che la Repubblica riconosce i diritti inviolabili della persona; li riconosce perché la persona con i suoi diritti preesiste allo Stato.

Ciò evoca bene l’esigenza di cittadinanza come patto tra cittadini e Stato, e la evoca in quanto Roberto Ruffilli indicava un concetto di cittadinanza e di convivenza nell’ambito della Costituzione che ricordasse il senso di comunità che lega tutti gli elementi della nostra Repubblica e tutti i concittadini della nostra Repubblica.

Anche da questo derivava la sua sottolineatura del valore del pluralismo della nostra democrazia. Secondo il disegno della nostra Costituzione, la vita politica non si esaurisce nell’attività del Parlamento, del governo, delle Regioni e dei Comuni. Tutto questo ne costituisce il punto di raccordo, ma si svolge in tante altre manifestazioni, luoghi e punti d’incontro: negli enti intermedi, nelle formazioni sociali, nelle libere aggregazioni di cittadini, nel mondo associativo. Tutto ciò concorre a perseguire e definire gli interessi generali del nostro Paese e quindi della sua vita politica ed

mattarella al teatro diego fabbri

esprime il dinamismo della nostra Repubblica e la vivacità della nostra democrazia. Questo era al centro dell’insegnamento di Ruffilli e anche per questo vi era una sua grande attenzione al processo riformatore, all’esigenza di adeguare costantemente la realtà delle nostre istituzioni, del nostro stare insieme, ai mutamenti che nel corso del tempo costantemente, e sempre più velocemente, si realizzano e con cui ci confrontiamo. Per questo è giusto aver ricordato qui pluralismo e riforma, come indicazioni dell’insegnamento di Roberto Ruffilli.

Vorrei concludere ricordando che l’insegnamento principale di Roberto Ruffilli lo ha dato con la sua vita, limpida, generosa, rivolta verso gli altri, contro la quale in quel giorno di trent’anni fa – e tuttora – rimane sconcertante il contrasto tra l’efferatezza belluina dei terroristi e la figura serena, aperta agli altri, disponibile di Roberto Ruffilli. Per questo vorrei esprimere al Sindaco e alla città di Forlì l’apprezzamento per questa giornata di ricordo, perché Roberto Ruffilli costituisce un punto di quella tessitura di storia del nostro Paese tragica ma che ha seminato per la nostra convivenza, per il nostro stare insieme positivo.

Grazie signor Sindaco dell’invito per questa giornata e tanti auguri alla città”.

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