28,9% italiani a rischio povertà

(Sesto Potere) – Roma – 6 dicembre 2018 – Nel 2016, in base ai risultati indagine campionaria “Reddito e condizioni di vita” (Eu-Silc), condotta nel 2017 e decodificata e illustrata oggi dall’Istat ( * ) , il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, è pari a 30.595 euro, circa 2.550 euro mensili (+2,0% in termini nominali e +2,1% in termini di potere d’acquisto rispetto al 2015; nel 2016 la variazione dei prezzi al consumo è stata pari a -0,1%).

italia tricolore

La crescita interessa tutte le fasce di reddito ma è più accentuata nel quinto di famiglie meno abbienti, dopo il marcato calo del 2015. Al netto degli affitti figurativi, si stima quindi che il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% più ricco e quello del 20% più povero si sia ridotto da 6,3 a 5,9, pur rimanendo al di sopra dei livelli pre-crisi (nel 2007 era 5,2).

Metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 25.091 euro l’anno (circa 2.090 euro al mese; +2,3% rispetto al 2015). Il reddito mediano cresce in tutte le ripartizioni: da +0,6% del Nord-ovest a +3,9% del Nord-est.

L’aliquota media del prelievo fiscale sul reddito familiare è pari al 19,4%, stabile rispetto al 2015. Le famiglie sostenute da un solo percettore con reddito prevalente da lavoro autonomo riportano, lungo tutta la distribuzione dei redditi, aliquote medie fiscali inferiori rispetto alle restanti strutture di reddito familiare.

Il costo del lavoro dipendente risulta in media pari a 32.154 euro annui, sostanzialmente stabile rispetto al 2015. Il cuneo fiscale e contributivo è pari al 45,7% del costo del lavoro, in lieve calo rispetto agli anni precedenti (46,0% nel 2015, 46,2% nel 2014).

Nel 2016 il lavoro dipendente rappresenta in media la fonte di reddito individuale con il livello più elevato: 17.370 euro circa, contro una media di 15.460 euro per il lavoro autonomo e poco oltre 14.665 euro per i redditi di natura pensionistica.

povertà

Nel 2017 si stima che il 28,9% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o di esclusione sociale secondo la definizione europea, in miglioramento rispetto al 2016 (30,0%).

All’interno di questo aggregato risulta pressoché stabile al 20,3% la percentuale di individui a rischio di povertà (era 20,6% nell’anno precedente) mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1% da 12,1%), come pure coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (11,8%, da 12,8%).

Il Mezzogiorno resta l’area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (44,4%), seppur in diminuzione rispetto al 2016 (46,9%). Il rischio è minore e in calo nel Nord-est (16,1% da 17,1%) e, in misura meno ampia, nel Nord-ovest (20,7% da 21,0%). Nel Centro la quota è stabile al 25,3%.

Le famiglie con cinque o più componenti, pur registrando un miglioramento, si confermano le più vulnerabili al rischio di povertà o esclusione sociale (42,7%; era il 43,7% nel 2016). L’indicatore peggiora sensibilmente (+5,4 punti percentuali) per le famiglie in altra tipologia (costituite da due o più nuclei familiari).

Info ( * ) 

L’indagine campionaria “Reddito e condizioni di vita” (Eu-Silc), condotta nel 2017 su 22.226 famiglie (48.819 individui), rileva numerosi indicatori delle condizioni economiche delle famiglie, insieme ai redditi netti familiari e alla condizione lavorativa per mese di calendario riferiti al 2016. Sulla base di tali informazioni, l’Unione europea calcola gli indicatori ufficiali per la definizione e il monitoraggio degli obiettivi di politica economico-sociale, perseguiti dalla Strategia Europa 2020, che si propone, a livello Ue, di ridurre di 20 milioni gli individui esposti al rischio di povertà o esclusione sociale entro il 2020. Per il nostro Paese l’obiettivo è quello di far uscire da questa
condizione 2,2 milioni di persone rispetto al valore registrato nel 2008 (ultimo dato disponibile quando l’impianto strategico Europa 2020 fu impostato). In Italia, nel 2008, risultavano a rischio di povertà o esclusione sociale 15.082.000 individui (25,5% della popolazione residente). L’obiettivo è quindi di ridurli a 12.882.000 entro il 2020. Nel 2017 gli obiettivi prefissati sono ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale, circa 17 milioni e 407 mila unità, è infatti superiore di circa 4 milioni e 525 mila unità rispetto al target previsto.

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